Mobilità
16 febbraio, 2026Il gruppo guidato da Oliver Blume sta, infatti, preparando un nuovo piano strategico che prevede una riduzione dei costi del 20% per tutti i marchi, entro la fine del 2028 per poter affrontare l’offensiva cinese, i dazi statunitensi e un mercato sempre più competitivo
La crisi non fa sconti a nessuno. Nemmeno ai colossi dell’auto. Così, stavolta, tocca anche alla Volkswagen mettere mano ai conti per ridurre le spese e provare ad immaginare un nuovo futuro. Il gruppo guidato da Oliver Blume sta, infatti, preparando un nuovo piano strategico che prevede una riduzione dei costi del 20% per tutti i marchi, entro la fine del 2028 per poter affrontare l’offensiva cinese, i dazi statunitensi e un mercato sempre più competitivo. L’obiettivo? Riportare i rendimenti a livelli sostenibili nel più breve tempo possibile ed evitare così interventi drastici.
I risultati annuali il 10 marzo
Quali saranno le prossime misure, però, ancora non è chiaro, così come non si sa come migliorerà la cooperazione tra i vari marchi del gruppo di Wolfsburg e se all’orizzonte esista o meno la chiusura di alcuni stabilimenti. Per saperne di più, bisognerà attendere i risultati annuali che saranno presentati dallo stesso amministratore delegato Blume, il 10 marzo prossimo.
Intanto, dalla Francia arrivano arriva un’altra tegola sul gruppo tedesco con i nuovi sviluppi giudiziari sull’interminabile scandalo Dieselgate, datato 2015. La Volkswagen è stata appena rinviata a giudizio da un tribunale penale di Parigi. L’accusa è sempre la stessa: “frode su un prodotto che comporta un pericolo per la salute umana e animale e avere installato deliberatamente un dispositivo illegale sui suoi modelli diesel e di aver commercializzato veicoli dotati di un dispositivo che rileva le fasi del test di omologazione e migliora sistematicamente le prestazioni del sistema di controllo delle emissioni del veicolo durante queste procedure, al fine di rispettare il limite normativo in questo ambito e ottenere così la loro omologazione”.
La Francia riapre il Dieselgate
Presunti reati che hanno riguardato circa un milione di veicoli dei marchi Volkswagen, Volkswagen Veicoli Commerciali, Seat, Audi e Skoda, dotati degli ormai famosi propulsori EA189 TDI da 1.2, 1.6 e 2 litri di cilindrata e commercializzati tra il 2009 e il 2016. Il procedimento avrà tempi lunghi, visto che la prima udienza è stata fissato per il 18 dicembre di quest’anno e le seguenti lungo tutto il 2027. Ovvero, sei anni dopo l'iscrizione dei vari gruppi nel registro degli indagati, mentre la richiesta di rinvio a giudizio risale all'anno scorso e la decisione di accoglierla per la sola Volkswagen è datata 30 gennaio 2026. Il gruppo Volkswagen, inoltre, potrebbe non essere il solo a restare coinvolto in quest’ultima fase dello scandalo. Secondo le ricostruzioni della stampa francese, nel mirino potrebbero finirci anche Renault e i marchi confluiti nel gruppo Stellantis, Peugeot-Citroën e Fiat Chrysler.
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