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29 agosto, 2025Nel raid su Kiev della notte tra mercoledì e giovedì era stato colpito e danneggiato anche l’edificio della delegazione Ue in Ucraina
"Questi attacchi mostrano che Vladimir Putin si fa beffe di tutti gli sforzi di pace e che la Russia capisce solo la pressione". A dirlo è stata l'Alta Rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, arrivando al Consiglio informale Difesa di Copenaghen di oggi, 29 agosto. La forte critica segue il raid su Kiev nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 agosto in cui è stato colpito danneggiato anche l’edificio della delegazione Ue in Ucraina. "Stiamo lavorando al 19esimo pacchetto di misure. Le discussioni sono in corso - ha spiegato - ma tutti capiscono che la sola cosa che funziona è la pressione".
L'edificio della delegazione Ue a Kiev danneggiato dai raid russi

Ma se le sanzioni non stupiscono più, ormai l'arma più conosciuta che l'Ue adotta contro Mosca, dal Consiglio di oggi potrebbe venir fuori una novità: "Oggi discuteremo della modifica ai mandati delle missioni europee per l'Ucraina, quella civile e di addestramento militare. In questo quadro possiamo discutere quanto appetito ci sia per addestrare i militari ucraini nella parte occidentale del Paese prima che la tregua sia concordata", ha spiegato la diplomatica dell'Unione. "Il dibattito sulle garanzie di sicurezza è per il 'day after' ma, se si guarda a quello che fa Putin, non è vicino", ha aggiunto.
Sul rafforzamento delle misure a favore di Kiev e in contrasto al Cremlino si trova d'accordo il ministro danese, Troels Lund Poulsen: "L'Europa ha una grande sfida davanti e dovremo prendere ancor più responsabilità anche a livello di supporto economico all'Ucraina", ha detto aprendo il Consiglio informale di Difesa.
Ma a Est non è solo il conflitto tra Russia e Ucraina a preoccupare. Dopo la decisione di ieri - 28 agosto - dei cosiddetti E3, Regno Unito, Francia e Germania, di ripristinare le sanzioni contro l'Iran, Kaja Kallas ha ammesso che anche su questo fronte adesso l'Unione entra "in una nuova fase". "Abbiamo 30 giorni per trovare una soluzione diplomatica", ha continuato, spiegando che "le nostre preoccupazioni sono chiare: il programma nucleare e quello missilistico".
Pechino si è dimostrata scontenta della notifica al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per l'avvio del meccanismo di sanzioni snapback (un ripristino automatico di quelle precedentemente revocate in base all'accordo sul nucleare iraniano del 2015, ndr) contro Teheran. La questione del nucleare iraniano "è a un bivio critico. L'avvio del meccanismo di sanzioni 'snapback' al Consiglio di Sicurezza non sarebbe una mossa costruttiva e potrebbe compromettere il processo politico e diplomatico di risoluzione della vicenda", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun.
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