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13 gennaio, 2026Il Patriarca di Gerusalemme: "C'è più cibo di prima, ma mancano i medicinali. Si muore di freddo, ma si muore anche per mancanza di assistenza medica. Insomma, per la popolazione le prospettive restano molto molto incerte"
A Gaza “è ancora tutto molto incerto” e “c’è molto da fare - dice in un’intervista a Vatican News il cardinale Pierbattista Pizzaballa -. Quel che è comunque chiaro è che la situazione resta di totale devastazione”. Secondo il Patriarca di Gerusalemme, nonostante il cessate il fuoco scattato tre mesi fa, la situazione umanitaria a Gaza non è cambiata di tanto. L’ultimo a lanciare l’allarme è stato l’Unicef che ha contato che, dall’avvio della tregua, è morto un bambino al giorno.
"Non c'è più la guerra guerreggiata ma ci sono ancora i bombardamenti mirati - sottolinea Pizzaballa -. C'è più cibo di prima, ma mancano i medicinali. Si muore di freddo, ma si muore anche per mancanza di assistenza medica, perché non ci sono gli antibiotici, non ci sono i medicamenti base. Insomma, per la popolazione le prospettive restano molto molto incerte”.
È atteso a breve l’annuncio del cosiddetto “board of peace”, l’organismo internazionale sotto la guida del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, incaricato di supervisionare un esecutivo di tecnocrati destinato a prendere le redini di Gaza. Per Pizzaballa, ”sarà molto difficile capire cosa potrà fare questo board of peace, e come funzionerà, e come le cose cambieranno”.
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