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14 gennaio, 2026Fonti internazionali parlano di un intervento da parte dell'amministrazione Trump, ma tempi e modalità sono incerti. Teheran, intanto, avrebbe avvertito i Paesi vicini che sarebbe pronta a rispondere a un eventuale bombardamento
Gli Stati Uniti starebbero preparando un attacco militare in Iran, ma tempi e modalità restano incerti. Secondo Reuters, Donald Trump avrebbe già optato per un intervento: due fonti europee riferiscono che sia un'eventualità "probabile entro le prossime 24 ore", mentre per una fonte israeliana non è stata ancora decisa una data.
Anche il New York Times si allinea a questa lettura, supportata da funzionari americani, che riferiscono come tra le opzioni presentate dal Pentagono "qualsiasi attacco" sarebbe "previsto fra almeno diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia" della Repubblica islamica. Non è detto si parli di bombardamenti: le opzioni al vaglio riguardano attacchi al programma nucleare iraniano, un attacco informatico o uno contro l'apparato di sicurezza interno.
Intanto alcune truppe statunitensi sarebbero state ritirate dalle basi Usa in Medio Oriente. Un’azione preventiva - confermata da un funzionario Usa alla Reuters - per cautelarsi in caso di eventuali ritorsioni. Negli scorsi giorni, infatti, Teheran avrebbe avvertito i Paesi vicini che sarebbe pronta a rispondere a un bombardamento da parte di Washington.
Le mosse diplomatiche
Secondo un alto funzionario iraniano, la Repubblica islamica avrebbe chiesto a Stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Turchia di fare pressione sugli Stati Uniti per evitare un’azione militare. “Le basi Usa in quei Paesi saranno attaccate se l’Iran verrà colpito”, ha detto la fonte a Reuters. Nel frattempo, i contatti diretti tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi e l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff sono stati sospesi.
L’ipotesi di un’azione militare arriva mentre Teheran è impegnata in una politica di violenta repressione contro le proteste. Da una parte Trump invita i cittadini a "prendere il controllo delle istituzioni, perché gli aiuti sono in arrivo"; dall'altra l'Iran accusa Stati Uniti e Israele di fomentare quella che definisce "un’insurrezione armata". Secondo Hrana, gruppo per i diritti umani con sede negli Stati Uniti, il numero di morti confermati tra i manifestanti ammonterebbe a 2.403, mentre le persone uccise legate al governo sarebbero 147. Più di 18 mila, invece, gli arresti.
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