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21 gennaio, 2026Dopo l’annuncio di nuove tariffe statunitensi in caso di esercitazioni militari sull'Artico, l’Eurocamera blocca l’intesa economica con la Casa Bianca. Lange: “Rotto il patto firmato a luglio"
I dazi tornano a dividere le due sponde dell’Atlantico. L’Unione europea risponde alle minacce degli Stati Uniti: l’iter di approvazione per l’accordo economico siglato tra Donald Trump e Ursula von Der Leyen a luglio scorso è stato congelato.
Una decisione maturata dall’assemblea parlamentare europea e confermata oggi a Strasburgo da Bernd Lange, presidente della commissione Commercio internazionale dell’Eurocamera, proprio mentre il tycoon si trova a Davos. “Trump ha rotto il patto firmato a luglio in Scozia”, ha dichiarato Lange, ufficializzando la scelta che era stata anticipata già nelle scorse ore dal capogruppo del Partito popolare europeo Manfred Weber. “Agire con minacce sul fronte dei dazi è del tutto inaccettabile”, aveva detto Weber. “Per questo motivo, insieme agli altri grandi gruppi parlamentari, abbiamo deciso di sospendere l’accordo commerciale. È lo strumento più forte che abbiamo: senza quell’intesa, gli Stati Uniti non potranno accedere ai nostri prodotti a dazi zero”.
La posizione dei popolari si allinea a quella di socialisti, liberali e verdi. Che insieme godono di una maggioranza netta e vogliono rispondere ai dazi imposti da Trump nell’ambito del dossier Groenlandia. Il presidente statunitense aveva infatti annunciato tariffe al 10% sulle merci provenienti dagli otto Paesi europei (sei dei quali membri dell’Ue) che intendono intraprendere esercitazioni militari sull’isola artica. I dazi scatterebbero dal 1° febbraio e da giugno salirebbero al 25%, a meno di un eventuale accordo.
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