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22 gennaio, 2026Il democratico spende complimenti per il discorso di von der Leyen. E denuncia che il padiglione statunitense è stato messo "sotto pressione" dalla Casa Bianca per impedirgli di parlare al World Economic Forum
A Gavin Newsom la parola è stata tolta prima ancora di parlare. O almeno così sostiene il governatore democratico della California, che accusa direttamente la Casa Bianca di aver “fatto pressione” per impedirgli di intervenire davanti ai media al World Economic Forum di Davos.
Secondo una nota ufficiale dell’ufficio del governatore, “sotto la pressione della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato”, lo spazio della Usa House - il padiglione che rappresenta gli Stati Uniti a Davos - gli avrebbe negato la possibilità di parlare con i giornalisti. Newsom aveva ricevuto l’invito da Fortune, media partner ufficiale del Forum.
La reazione del governatore non si è fatta attendere. “Quanto bisogna essere deboli e patetici per avere così paura di una chiacchierata informale?”, ha scritto Newsom sui social. I rapporti tra i due sono da tempo conflittuali e si sono irrigiditi ancora da quando Newsom ha lasciato intendere di poter essere un candidato democratico alle presidenziali del 2028.
Nonostante lo stop denunciato dal suo staff, Newsom è comunque intervenuto da Davos. Ha accusato “molti Ceo e studi legali di essersi svenduti a Trump” e ha lodato il discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, definendolo “il vero intervento centrale” del Forum. “Un tempo anche noi eravamo così”, ha detto, sostenendo che gli Stati Uniti sotto Trump siano diventati “irriconoscibili”.
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