Mondo
23 febbraio, 2026Doppia minaccia e un solo obiettivo: costringere Teheran a fare marcia indietro sulle ambizioni atomiche. Teheran: "Ogni attacco sarà considerato un atto di aggressione"
Washington alza la pressione su Teheran e prepara il terreno a uno scenario che potrebbe segnare una nuova fase di confronto diretto. Secondo il New York Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe discusso con i suoi consiglieri l’ipotesi di un’azione militare contro l’Iran articolata in due tempi: un primo intervento circoscritto, a carattere dimostrativo, e, nel caso in cui non producesse effetti politici, un’operazione molto più ampia nei mesi successivi con l’obiettivo dichiarato di mettere in discussione la leadership della Repubblica islamica. Nelle valutazioni della Casa Bianca il primo passo potrebbe arrivare già nei prossimi giorni e colpire obiettivi simbolici e strategici, tra cui strutture riconducibili ai Pasdaran, installazioni legate al programma nucleare e asset del comparto missilistico. L’intento sarebbe quello di costringere Teheran a fare marcia indietro sulle ambizioni atomiche senza dover arrivare immediatamente a un conflitto esteso. Una tensione a corrente continua che ora rischia il cortocircuito. Già pochi giorni fa centinaia di soldati statunitensi erano stati evacuati dalla base militare di Al Udeid in Qatar e Bahrein.
Non si fa attendere la risposta dell'Iran. Qualsiasi attacco militare americano, anche un attacco mirato, sarà considerato come ''un atto di aggressione''. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Ismail Baghaei in risposta alle rivelazioni del quotidiano statunitense. "Un atto di aggressione rimarrà un atto di aggressione", ha affermato rispondendo a una domanda su un possibile "attacco limitato" da parte degli Stati Uniti.
Nel frattempo, Reuters rivela che Teheran starebbe prendendo seriamente in considerazione l'idea di inviare all'estero metà del suo uranio altamente arricchito, diluire il resto e partecipare alla creazione di un consorzio regionale per l'arricchimento. Misure che servirebbero ad abbassare il livello dello scontro e ottenere da Washington il riconoscimento del suo diritto "all'arricchimento nucleare pacifico".
Secondo il funzionario fonte di Reuters "agli Stati Uniti sono state offerte anche opportunità di investimenti seri e interessi economici tangibili nell'industria petrolifera iraniana", ha affermato, confermando "la possibilità di raggiungere un accordo provvisorio". Un accordo che passa necessariamente dai canali diplomatici ancora aperti. Il ministro degli Esteri dell’Oman ha confermato un nuovo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran previsto a Ginevra, un passaggio che potrebbe rappresentare l’ultima occasione per evitare un salto di qualità nella crisi. L’amministrazione americana considera quel tavolo decisivo: se non dovessero emergere aperture sostanziali sul dossier nucleare, la componente militare della strategia potrebbe prendere il sopravvento.
Sul fronte opposto, le agenzie di sicurezza occidentali osservano con attenzione i movimenti di Teheran e dei gruppi a essa collegati. In caso di attacchi statunitensi su larga scala, l’Iran potrebbe reagire in modo indiretto, attivando milizie alleate in Medio Oriente o cellule operative in Europa contro obiettivi americani. Al momento non sarebbero in moto piani imminenti, ma l’aumento delle comunicazioni intercettate viene interpretato come un segnale di preparazione. Tra le ipotesi allo studio vi sono nuove azioni degli Houthi nel Mar Rosso contro il traffico occidentale e possibili attivazioni di reti legate a Hezbollah o ad altri gruppi jihadisti.
Una crisi che si muove lungo un crinale sottile tra deterrenza e escalation. La finestra negoziale di Ginevra, con l'incontro di giovedì confermato dal ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, rappresenta uno snodo chiave. Ci si arriverà con un clima carico di tensione e con lo scenario concreto di un confronto diretto tra Washington e Teheran.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Glovalizzazione - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 febbraio, è disponibile in edicola e in app



