Mondo
25 febbraio, 2026Articoli correlati
Il presidente degli Stati Uniti e il bilancio degli ultimi 12 mesi. Sull'Iran: "Ha sviluppato missili che possono colpire Europa e Usa". La deputata del Minnesota Ilhan Omar lo ha accusato di "aver ucciso degli americani" (il riferimento è alle violenze dell'Ice)
È stato il discorso sullo stato dell’Unione più lungo della storia. Finora il record, con un'ora e 39 minuti, era di Bill Clinton. Donald Trump parla per 108 minuti e, nonostante la popolarità in picchiata nei sondaggi, rivendica che “questa è l’età dell’oro dell’America”. “La nostra nazione è tornata - ha detto al Congresso -. È più solida, migliore, più ricca e più forte di prima. Tra meno di cinque mesi il Paese festeggerà il 250esimo anniversario della nostra gloriosa indipendenza. Ancora non avete visto niente, faremo sempre meglio”.
La colpa (di tutto) è sempre dei suoi predecessori
La colpa, di tutto, è sempre dei suoi predecessori: “Insieme, stiamo costruendo una nazione in cui ogni bambino abbia la possibilità di raggiungere traguardi più ambiziosi e di andare oltre, in cui il governo risponda al popolo, non ai potenti, e in cui gli interessi dei cittadini americani che lavorano duramente siano sempre la nostra prima e ultima preoccupazione”. Invece “per decenni prima del mio arrivo dal commercio alla sanità, passando per l’energia e l’immigrazione, tutto è stato rubato e truccato per drenare ricchezza dalle persone produttive che fanno girare il paese”. Ora però “c’è l’America First”.
L'attacco alla Corte suprema (di fronte a quattro giudici)
Tra i banchi del Congresso, seduti di fronte a lui, c’erano quattro giudici della Corte suprema; gli stessi che lo scorso 20 febbraio hanno bocciato la procedura legislativa scelta per introdurre i dazi. Trump gli ha stretto la mano, ha scambiato con loro qualche battuta ma poi, durante il discorso, è passato all’attacco: “La Corte suprema ha emesso una decisione infelice. La buona notizia è che quasi tutti i Paesi e le aziende vogliono mantenere l'accordo, sapendo che il potere legale che possiedo potrebbe rendere l'accordo molto peggiore per loro”, ha aggiunto. Secondo il presidente, “continuiamo a procedere lungo la strada giusta: nonostante questa deludente sentenza, questi dazi a tutela della pace rimarranno in vigore. Sono stati testati a lungo; non sarà necessaria alcuna azione del Congresso. I dazi solleveranno il grande onere finanziario dal popolo che amo”.
L'omaggio a Charlie Kirk
Durante le quasi due ore di discorso ci sono stati alcuni momenti simbolici. Come quando è entrata la squadra americana di hockey, freschi di oro alle Olimpiadi di Milano Cortina, accolti da un applauso bipartisan. L’unico della serata. Presente anche la vedova di Charlie Kirk, Erika Kirk: “Dobbiamo rigettare ogni forma di violenza politica”.
Le contestazioni
Trenta deputati dem hanno boicottato il discorso, ma anche dentro Capitol Hill non sono mancati momenti di contestazione. Per esempio, quando si è scagliato contro l’immigrazione illegale e ha attaccato la comunità somala di Minneapolis: "I pirati somali hanno saccheggiato il Minnesota attraverso corruzione, tangenti e illegalità. Importare queste culture attraverso l'immigrazione senza restrizioni e le frontiere aperte porta questi problemi proprio qui negli Stati Uniti”. Gli ha risposto la deputata dem Ilhan Omar, volto della comunità somala del Minnesota, alle prese negli ultimi mesi con le violenze dell'Ice. Lo ha definito “bugiardo” e lo ha accusato di “aver ucciso degli americani”. “Dovresti vergognarti”, la replica di Trump.
In un altro momento, un altro deputato dem, il texano Al Green, è stato espulso - come anche lo scorso anno - per aver esposto un cartello con scritto “i neri non sono scimmie”, in riferimento al video fatto con l’intelligenza artificiale con Barack e Michelle Obama.
La politica estera tra Venezuela, Ucraina e Iran
Di politica estera ha parlato in coda. Il primo riferimento è al Venezuela - “il nostro nuovo amico e alleato” - decapitato della leadership di Nicolás Maduro. Ha detto - ancora - di lavorare per la pace in Ucraina, ma non facendo alcuna menzione al quarto anniversario dell’invasione russa , e ha attaccato l’Iran: “Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma una cosa è certa: non permetterò mai all’Iran di avere l’arma nucleare”, ha detto. Aggiungendo che Teheran “ha già sviluppato missili che possono colpire l’Europa e gli Stati Uniti”.
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