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19 marzo, 2026Il 21enne della Ellis Prep Academy (scuola del Bronx per studenti migranti fuori età) era stato catturato dagli agenti federali in un'aula di tribunale, dove si teneva un'udienza di routine. Dopo il rilascio della palestinese Leqaa Kordia, anche lui è stato liberato
L’avevano catturato in tribunale, un luogo destinato all’ordine e al rispetto delle leggi. E l’hanno rilasciato all’alba, dopo dieci mesi, con un braccialetto alla caviglia e la lista dei prossimi “check-in” da rispettare. Dylan Lopez Contreras, studente 21enne del Bronx, è stato rilasciato martedì da un centro di detenzione federale in Pennsylvania. A maggio dell’anno scorso era stato arrestato dall’Ice nell'atrio di un tribunale a Lower Manhattan, in procinto di presentarsi a un’udienza obbligatoria.
Intervistato al telefono dal New York Times, Lopez Contreras ha detto che gli sembra “ancora un sogno. C’è stato un momento in cui ho pensato che non sarebbe mai avvenuto (il rilascio, ndr.). Ma wow, mi ha preso di sorpresa”. In una lettera al Guardian, scritta dal centro di detenzione, raccontava che la vita lì fosse “disagevole, stressante e monotona”. La madre, Raiza Contreras, dopo il rilascio ha parlato dell’“impossibile diventato possibile”, per poi aggiungere che “molto presto” il figlio tornerà a casa “dai fratelli”. Un gruppo di attivisti, tra cui i cofondatori di Rocc Nyc (organizzazione impegnata nel sostegno agli immigrati newyorkesi), ha viaggiato nella notte per andarlo a prendere. Secondo quanto hanno riferito, Dylan sarebbe stato rilasciato “senza cauzione, con l’obbligo di presentarsi in tribunale” e sotto un monitoraggio elettronico.
Quell'arresto, raccontavano allora i cronisti del Times, rappresentò un cambio di passo: gli agenti federali facevano irruzione dentro e fuori dai tribunali, con i migranti che venivano agganciati dall’Ice subito dopo il proscioglimento e instradati verso procedure accelerate. Lopez Contreras, venezuelano arrivato nel 2024 e iscritto alla Ellis Prep Academy (scuola del Bronx per studenti migranti fuori età), lavorava anche come rider per sostenere la famiglia. La madre lo descriveva come “un padre” per i due fratelli più piccoli.
Dopo di lui, scrive il New York Times, sono iniziati altri arresti di studenti e ragazzi in età scolare - alcuni molto più piccoli - e il suo non è il primo rilascio della settimana. È toccato anche alla ragazza palestinese Leqaa Kordia, detenuta per oltre un anno. Sul caso, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha ribadito la proprio linea: tolleranza zero per gli ingressi “illegali” ma “pieno rispetto di un giusto processo” davanti a un giudice. L'amministrazione locale ha festeggiato il ritorno di un ragazzo che, secondo il sindaco Zohran Mamdani, avrebbe dovuto "pensare alla fine della scuola" e non a “dieci lunghi mesi di detenzione”. Gli stessi passati tra quel saluto a casa per “un’udienza di routine” - così l’ha descritta il New York Times - e il lungo isolamento in Pennsylvania.
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