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3 marzo, 2026Il presidente francese, nel suo discorso alla Nazione, ha giudicato illegittime le offensive di Trump e Netanyahu. Ma ha poi annunciato che una serie di dispositivi militari, tra cui il più grande mezzo per la proiezione strategica del Paese, sono "già in rotta" verso il Mediterraneo
Emmanuel Macron in versione equilibrista: condanna gli attacchi di Stati Uniti e Israele perché “in violazione del diritto internazionale”, ma allo stesso tempo dispiega la forza. Nel suo discorso alla Nazione dall’Eliseo, il presidente francese ha definito l’azione militare di Trump e Netanyahu contro l’Iran fuori dalle regole tra gli Stati, pur aggiungendo che “nessun aguzzino sarà rimpianto”. E ha poi ribadito che una pace “stabile e duratura” potrà arrivare solo con la ripresa dei negoziati diplomatici e con lo stop ai bombardamenti.
Macron mette però mano anche alla mappa militare. La portaerei Charles De Gaulle, simbolo della proiezione strategica francese, lascerà il Baltico per fare rotta verso il Mediterraneo orientale. Con lei, la fregata Languedoc, caccia Rafale, sistemi di difesa antiaerea e mezzi dispiegati a Cipro. Macron ha spiegato che la Francia ha già “abbattuto droni per legittima difesa” nelle prime ore del conflitto - come fatto dal Regno Unito - per proteggere lo spazio aereo dei propri alleati, ricordando gli accordi di difesa che legano Parigi a Qatar, Kuwait, Emirati, Giordania e ai partner curdi.
Una scelta presa dopo che Teheran ha avvertito l’Europa: qualsiasi “azione difensiva” contro missili iraniani diretti verso basi nel Golfo sarebbe considerata “un atto di guerra e una complicità con gli aggressori”. Le tensioni sono cresciute dopo l’attacco con un drone contro la base britannica di Akrotiri, a Cipro, che ha spinto diversi Paesi Ue a rafforzare le difese nell’area.
La presenza militare francese va quindi verso il potenziamento, seppur definito come “forza di difesa”. Macron attribuisce all’Iran la “principale responsabilità” dell’escalation regionale, giudica illegittimi gli attacchi americani e israeliani, mette in guardia contro un’operazione terrestre israeliana in Libano (“Una pericolosa escalation e un errore strategico”) e insieme rafforza il dispositivo militare francese nel Mediterraneo. Per poi concludere con l’appello di “fermare al più presto i bombardamenti”.
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