Mondo
6 marzo, 2026Il presidente degli Stati Uniti ha accolto alla Casa Bianca l'Inter Miami, in cui gioca il fuoriclasse argentino. In pochi secondi, come se nulla fosse, alterna riferimenti alla guerra e complimenti alla "pulce". Il precedente di giugno con la Juventus
“He did it again”. A giugno alle sue spalle c’erano Gatti e McKennie, ora ci sono Messi e De Paul. Donald Trump ci ha ormai abituato a conferenze stampa surreali. Questa volta, accogliendo l’Inter Miami alla Casa Bianca, alterna minacce all’Iran e complimenti al fuoriclasse argentino. “È più forte lui o Pelé?”. "Non dovrei dirlo, perché sono vecchio, ma ho visto Pelé”, ha detto poco dopo il presidente degli Stati Uniti. Poi, rivolgendosi a Messi: "Non lo so, forse sei migliore di Pelé. Pelé non era affatto male”.
Ma solo qualche secondo prima, sotto gli sguardi imbarazzati della pulce e compagni, Trump ha parlato della guerra in corso contro Teheran. “Prima di iniziare, devo dire qualcosa su ciò che sta accadendo nella nostra operazione in Iran. Le forze armate statunitensi, insieme ai meravigliosi partner israeliani, continuano l’opera di demolizione totale del nemico, molto prima del previsto, a un livello che la popolazione non ha mai visto”.
Con disinvoltura, come se fosse la cosa più normale del mondo, Trump salta dalla guerra al pallone. Dice che la Repubblica islamica è ormai “senza aeronautica, senza difese e senza missili” ma aggiunge anche , rivolgendosi direttamente a Messi, che il figlio Barron “è tuo grande fan”. “Mio figlio è un grande appassionato di calcio, è un tuo fan accanito. E di un signore di nome Ronaldo. Cristiano è un grande. Tu sei un grande - dice ancora a Messi -. Ragazzi, ci sono dei grandissimi campioni, dei grandissimi atleti in questo sport, e persone che amano davvero quello che fanno, e lo fanno bene. Ed è un onore per noi e per tutti qui alla Casa Bianca potervi celebrare oggi”.
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