Opinioni
5 marzo, 2026George Lucas ha avuto intuito, nel lontano 1999, nell’intitolare “La minaccia fantasma” il prequel di Star Wars, e lo constatiamo oggi nel mondo reale, dove la minaccia medesima non viene dai Sith ma dalle Brigate Rosse, evocate da ministri ed eurodeputate, e magari anche da qualche mamma vecchio stampo (mangia o chiamo Renato Curcio)
George Lucas ha avuto intuito, nel lontano 1999, nell’intitolare “La minaccia fantasma” il prequel di Star Wars, e lo constatiamo oggi nel mondo reale, dove la minaccia medesima non viene dai Sith ma dalle Brigate Rosse, evocate da ministri ed eurodeputate, e magari anche da qualche mamma vecchio stampo (mangia o chiamo Renato Curcio).
L’ultima seduta spiritica si deve a Pina Picierno, vicepresidente Pd del Parlamento europeo, che ha partecipato a una trasmissione di Radio Atreju insieme a Carlo Fidanza, Fratelli d’Italia, vicepresidente del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei e dell’Unione Democratica Internazionale. Tanta roba, è vero: ma Fidanza è noto alle cronache per una cena elettorale del 2021 scandita da saluti romani e Heil Hitler, un patteggiamento per corruzione nel 2022 e la simpatica abitudine di dire “Berizzi” invece di “cheese” nelle foto di gruppo.
Ora, si può aprire una riflessione lunghissima sull’opportunità di discutere con almeno alcuni dei propri antagonisti politici: ma quando proprio Paolo Berizzi, giornalista che si occupa di neofascismi e vive sotto scorta da anni, ha fatto notare che Fidanza non era l’interlocutore ideale, Picierno l’ha praticamente accusato di voler tornare alla “furia ideologica” dei tempi andati. Quei tempi sono appunto andati, e le Brigate rosse non torneranno, e non tornerà neppure Sandro Pertini che dichiarava di continuare a combattere il fascismo: in compenso ci sono parecchie cose che non se ne sono mai andate. Facciamo due passi fino a Monfalcone, dove un’altra europarlamentare (Lega, stavolta), Anna Cisint, insieme alle colleghe di seggio e di partito Susanna Ceccardi e Silvia Sardone, ha dato vita, sabato scorso, a un’iniziativa già finita nel nostro Stupidario: «Si scia senza Sharia», ovvero «confronto pubblico sui temi dell’islamizzazione dell’Europa» con fiaccolata e rinfresco.
Sciocchezze? Bisognerebbe chiederlo a chi vive a Monfalcone, dove, durante gli anni in cui Cisint è stata sindaca sono avvenuti diversi fatterelli interessanti: il tetto ai bambini stranieri nelle classi, l’espulsione dalla biblioteca di due quotidiani, Avvenire e Manifesto, un assessore alla Sicurezza che pubblicava filastrocche nel giorno dell’Epifania (“Il migrante vien di notte con le scarpe tutte rotte; vien dall’Africa il barcone per rubarvi la pensione; nell’hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato e l’indomani rilasciato”). Fatterelli, certo: a cui seguono nel tempo le accuse verso gli insegnanti di sinistra, il divieto di giocare a cricket (a Monfalcone c’è un’ampia comunità bengalese che lo pratica), il divieto di sedersi (sui gradini del porticciolo) e infine il divieto di pregare (i centri di preghiera sono stati chiusi).
Quando la diocesi di Monfalcone ha offerto i propri spazi ai fedeli islamici per il Ramadan, Cisint non l’ha presa affatto bene, e appunto scia senza sharia. Va bene, Franco Fortini raccomandava di combattere i draghi e non le lucertole: ma i draghi si sono estinti, mentre le lucertole si moltiplicano e pensano di avere le ali e di sputare fiamme. E che questi non siano fatterelli, e che non riguardino solo Monfalcone, è dimostrato dalla cosa preziosa di oggi, “La peste” di Tonia Mastrobuoni, che esce per Feltrinelli e indaga sulla a oggi irresistibile ascesa di neonazisti e ultradestra in Germania. Un pensierino su cosa accade a chi sottovaluta le lucertole, e magari ci chiacchiera pure, andrebbe fatto.
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