
La battaglia “visibile” tra Matteo Salvini-Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini si è combattuta a suon di messaggi, foto e post sponsorizzati: nell’ultimo mese la coppia leghista ha investito 150mila euro in pubblicità sui social, contro i 35mila del governatore Pd. L’ex ministro dell’Interno ha fatto campagna elettorale in prima persona in Rete e sul territorio, non risparmiandosi gli eccessi della citofonata al Pilastro o il martellamento su Bibbiano. «Per la prima volta abbiamo visto un caso di cannibalismo degli spazi social, oltre che fisici, a opera del leader a scapito della candidata» - spiega Cristina Antonucci, docente di comunicazione politica alla Sapienza di Roma - Lo storytelling e il tono impiegato hanno portato a una polarizzazione e a un antagonismo non coerenti con un contesto in cui la qualità della vita è ancora elevata. In questo senso, l’enfasi su Bibbiano o la diretta del citofono al Pilastro sono stati un boomerang social con ripercussioni sulla campagna elettorale».
Diversa la strategia di Bonaccini, che ha goduto anche dell’azione di supporto delle Sardine. «La scelta di presentare temi e casi di efficacia delle politiche regionali, facendo vedere il lato positivo delle cose, si è rivelata efficace e rassicurante. Diverso il discorso delle Sardine, che potevano sperimentare formati e proposte e hanno innovato parecchio il modello comunicativo a sinistra», conclude Antonucci.
C’è poi il lato subacqueo della sfida social, non raccontato ma non meno importante. Su Facebook negli ultimi giorni del 2019 è comparsa la pagina “Passaparola Emilia-Romagna” animata da un «gruppo di persone, giovani e meno giovani, donne e uomini che vogliono raccontare l’Emilia Romagna per come è davvero».
Nell’ultimo mese la pagina ha prodotto un grosso numero di video, meme e fotomontaggi con grafiche professionali o finto-amatoriali per promuovere l’opera dell’amministrazione di Bonaccini e attaccare la Lega e la candidata Borgonzoni, ritratta come un coniglio per aver rifiutato il confronto o segnalata per le assenze in Aula. La pagina ha speso quasi trentamila euro per sponsorizzare i suoi post che, in alcuni casi, hanno raggiunto oltre un milione di persone. Attività e fondi che nessuna iniziativa realmente indipendente e dal basso può permettersi.

Dietro questa campagna, può rivelare l’Espresso, c’è in realtà l’agenzia Bellerofonte srl, fondata nel novembre 2019 a Faenza, in provincia di Ravenna. Bellerofonte, che nel suo statuto dichiara di occuparsi di “consulenza informatica e creazione di campagne marketing” ha tra i fondatori Roberto Pasi, ex capogruppo Pd a Faenza, e come presidente Lorenzo Salmi. Salmi, che la notte delle spoglio era nel quartier generale di Bonaccini a festeggiare come mostra un suo selfie, contattato dall’Espresso non ha risposto alle domande su chi avesse finanziato il lavoro della Bellerofonte.

Il principale obiettivo dell’azione di “Passaparola Emilia-Romagna”, che come stile ricorda più i 5 Stelle che la Bestia salviniana, sembra essere stato in particolare la promozione del voto disgiunto. La pagina ha creato post sponsorizzati indirizzati, grazie agli strumenti di micro-targeting resi disponibili a pagamento da Facebook, agli elettori delle liste di sinistra L’Altra Emilia-Romagna, Potere al Popolo e Partito Comunista, e ai votanti di Forza Italia e Movimento 5 Stelle. In questi messaggi si invitavano gli elettori di questi partiti a mettere la croce su Bonaccini presidente.

Le urne hanno premiato il governatore Pd con 181mila voti in più rispetto al centrodestra. Di questi, 155mila sono arrivati tramite voto disgiunto. A pagare questa dinamica il Movimento 5 Stelle (22mila voti la differenza tra quelli per la lista e quelli per il candidato), Potere al Popolo (meno mille voti), l’Altra Emilia-Romagna (meno duemila voti) e Borgonzoni (meno trentatremila voti). Difficile dire quanti di questi siano stati convinti dalle pubblicità prodotte da “Passaparola Emilia-Romagna”. Ma, nelle dichiarazioni post-vittoria, è stato lo stesso Bonaccini a riconoscere il peso del voto disgiunto. Per poi aggiungere: «Vi stupirà quello che abbiamo fatto per affrontare la Bestia».