Politica
11 novembre, 2025Il presidente della commissione Cultura critica (ancora) la trasmissione condotta da Ranucci: "Nel 2025, il 94% dei servizi ha come oggetto politici o figure vicine al centrodestra. Numeri che parlano da soli"
Ormai non passa giorno senza che Report subisca qualche attacco. A criticare la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, oggi — 11 novembre — è ancora il presidente della commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone, secondo cui “quello di Report è un giornalismo militante e a tesi che ha provocato infiniti danni, anche economici, alla Rai”.
L’esponente di Fratelli d’Italia, al centro di alcune inchieste della trasmissione sulle nomine nel sistema della cultura, porta in un’intervista al Corriere della Sera alcuni dati già snocciolati dal collega Raffaele Speranzon qualche giorno fa durante l’audizione di Ranucci in commissione Vigilanza Rai. "Nel 2021-2022, governi di sinistra e governo Draghi, c'è stata una netta prevalenza delle inchieste che non coinvolgono direttamente i partiti politici — afferma —, il 75%. Nel 2025, il 94% dei servizi ha come oggetto politici o figure vicine al centrodestra. Numeri che parlano da soli. Solidarietà al presidente Meloni e al sottosegretario Fazzolari per le false accuse che stanno subendo”.
Ma ancora: i giornalisti di Report, per Mollicone, sono "analfabeti istituzionali” perché “non conoscono le leggi, le regole, le prassi, e poi la buttano in caciara con un taglia e cuci. Non è solo irrispettoso della deontologia professionale ma soprattutto è falso. Persino Aldo Grasso — continua — li definì, lo scorso anno, 'servizi spazzatura’”.
Nonostante ora gran parte dell’arco parlamentare, compreso il suo partito, si sia detto a favore dell’azzeramento del collegio del Garante per la privacy, dopo le diverse inchieste di Report — dal caso Ghiglia ai compensi stellari —, “non sono certo queste 'inchieste' faziose che possono screditare un'Autorità indipendente. Tra l’altro — aggiunge — l'unico conflitto d'interessi dimostrato, ad oggi, è quello di Scorza, nominato in quota Cinque stelle, che era consulente legale di Meta. Forse è lui che dovrebbe dimettersi, ma non per i motivi che ha dichiarato”.
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Perché dico No - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 marzo, è disponibile in edicola e in app

