Politica
4 marzo, 2026La lista degli emendamenti dell'ex generale e la stoccata alla presidente del Consiglio: "L'Ucraina non c'entra niente con il Medio Oriente"
Per le forze dell’ordine uso delle armi più ampio, al di là della proporzionalità della legittima difesa, nessuna indagine "quando fanno il loro dovere" e spese legali pagate. Sono i tre punti chiave degli emendamenti al decreto sicurezza illustrati dal leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci in conferenza stampa a Roma. Una conferenza che l’ex generale - insieme ai deputati Ziello, Sasso e Pozzolo - apre con un trionfale: "Grazie a tutti i futuristi, questa è l'unica novità nella politica italiana da 10 anni, in tantissimi stanno aderendo".
Una serie di proposte per quanto riguarda le forze dell’ordine, ma anche l’accenno alla libertà di manifestazione e al contesto di guerra in espansione in Medio Oriente.
Legittima difesa vs "chi si difende ha sempre ragione"
Iniziando dalla legittima difesa, Vannacci parte da un assunto. Quello per cui “chi si difende ha sempre ragione". E quindi scudo penale, spese legali coperte e legittima difesa rinforzata. "Noi riteniamo che una persona che svolge il proprio dovere e non commette manifestamente un errore non debba essere indagato, non debba essere soggetto a un'attività di indagine per dimostrare l'evidenza. Il concetto è: se faccio il mio dovere, se seguo la procedura, non posso essere indagato e non posso essere punito”. Il concetto in un’immagine: “Tutti mettono le mani nel fango e non si può pensare che quel fango non resti attaccato nelle mani".
Spese legali per le forze dell'ordine
Ancora un emendamento, poi, per la copertura delle spese legali “per un processo o un'attività di indagine per l'adempimento del dovere o dei compiti delle forze dell'ordine. Dobbiamo garantire questa tutela ai signori che danno la vita per la patria, almeno finché non sia stata provata la colpevolezza".
L'uso delle armi
Il terzo punto è l'uso legittimo delle armi: “Il concetto è che l'uso delle armi delle forze dell'ordine non può essere parametrato alla proporzionalità della legittima difesa. Sono due concetti diversi, non può esserci la proporzionalità fra poliziotto e criminale. Non è un gioco alla pari”. E quindi: “Se non ti fermi a un posto di blocco, deve essere permesso l'uso delle armi, perché chi scappa, fino a prova contraria, è una persona pericolosa".
Libertà di manifestazione
Altra questione è quella del limite alle manifestazioni. "Manifestare per le strade è garantito dalla Costituzione ma l'esperienza ci insegna che ha portato grandissime problematiche. Noi crediamo che questa libertà debba essere contemperata con la libertà del cittadino di svolgere le proprie attività quotidiane. Chi manifesta non deve bloccare il Paese. Abbiamo qualche dubbio sul fermo preventivo, vogliamo inasprire la condanna per chi non rispetta le norme fissate dal questore, vogliamo un inasprimento della pena e della sanzione pecuniaria. Se sbagli paghi".
L'accenno alla guerra in Medio Oriente
L’accenno alla politica estera è anche l’occasione per una stoccata a Giorgia Meloni, che appena due giorni fa in un’intervista al Tg5 aveva definito il contesto di crisi del diritto internazionale figlio della guerra in Ucraina. Vannacci incalza: "Invece di dire che è stata colpa di Putin, invece di dire questa assurdità, bisogna dire che la situazione è grave e che domani potrebbe peggiorare. Non inventarci le fandonie di chi sia stata la colpa".
Il caso di Rogoredo
Un accenno al caso di Rogoredo, quello dell'omicidio del 28enne Abderrahim Mansouri avvenuto il 26 gennaio scorso nel noto "boschetto della droga" di Milano. Protagonista della vicenda Carmelo Cinturrino, assistente capo della polizia di Stato in forza al commissariato di via Mecenate, accusato di omicidio volontario. Potrebbe infatti aver inscenato una dinamica di legittima difesa. Sul punto Vannacci bypassa per suggerire invece che "a Rogoredo, magari i militari, le squadre di paracadutisti, possono intervenire per rastrellare l'area, bonificandola: questo è l'impiego corretto dell'esercito".
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