Politica
15 gennaio, 2026La risoluzione sui nuovi aiuti a Kiev passa, ma non mette d'accordo tutti gli esponenti del Carroccio. Il ministro della Difesa: "Qualcuno si vergogna a supportarli, io ne sono fiero". Poche ore prima, la promessa di Salvini: "Il testo è ragionevole"
Il governo porge ancora la mano all’Ucraina, ma l’ala Vannacci della Lega si sfila. “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani”, è la scritta apparsa su un cartello esposto dal team romano del vicesegretario federale del Carroccio. Un gruppo di nove contestatori che si è riunito a piazza Montecitorio durante l’informativa alla Camera per il nuovo pacchetto di aiuti in Ucraina. Tra le sette risoluzioni presentate dai gruppi parlamentari (Pd, M5s, Avs, Azione, Iv e Più Europa, oltre a FdI con FI e Lega) alla fine è passata quella unitaria della maggioranza. Con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti.
Ma mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto teneva la sua informativa in Aula, i banchi della coalizione leghista restavano semivuoti. Fuori dalla Camera, la protesta dei militanti dell’associazione Mac (Mondo al Contrario - Team Vannacci Roma Caput Mundi) prendeva forma. Il tutto, poche ore dopo la riunione tenuta dal segretario Matteo Salvini con i parlamentari del partito.
Il flashmob vannacciano
Otto uomini e una donna. Più qualche breve apparizione di altri deputati leghisti al flashmob organizzato nel giorno della discussione sui nuovi aiuti a Kiev. Il presidio è stato persino penalizzato da un errore di comunicazione sul luogo dell’appuntamento: inizialmente si dovevano riunire “in Piazza del Parlamento” - si legge nel comunicato diffuso ieri -, ma l’ingresso principale della Camera è in Piazza di Montecitorio. E alla fine si sono ritrovati in Piazza Capranica.
Intravisti da lontano anche i deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, invitati dai manifestanti a unirsi: "Venite qui, venite qui". Tra loro c'era Marco Pomarici, presidente del consiglio comunale di Roma con Alemanno sindaco. “Bisogna far tornare a parlare la diplomazia, come ha rivendicato più volte il generale Vannacci. Troppi soldi a Kiev - dice il responsabile del team capitolino -. Buona parte di questi soldi sono andati per cessi d'oro e per il cerchio magico di Zelensky. Prima l'Italia, come abbiamo rivendicato da sempre: destiniamo quei soldi ai cittadini italiani, alle tante urgenze del nostro Paese”.
Le reazioni per Crosetto
Nel frattempo, in Aula, una ventina di deputati della Lega presenti era rimasta seduta dopo il discorso di Crosetto, mentre FdI e FI gli dedicavano applausi e standing ovation. “Qualcuno si vergogna ad aiutare Kiev, io ne sono fiero”, ha detto il ministro della Difesa. “Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo”.
Pensare che poche ore prima Salvini aveva radunato tutti i parlamentari leghisti, per spingerli verso il sì: ”Il testo - avrebbe detto secondo Repubblica - ha recepito le nostre osservazioni ed è ragionevole”. Ma dall’opposizione alludono a una “maggioranza spaccata”, è il commento di Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa. “Le parole dei leghisti puntano a mettere il guinzaglio a Crosetto e all'azione del Paese in sede europea”. Incalza il M5s, secondo cui il governo aveva "scommesso sulla vittoria militare dell'Ucraina”, l’attacco in Aula del deputato Marco Pellegrini. Ma il voto della Lega è affiancato dalle parole di Stefano Candiani: “Noi abbiamo sempre dato il supporto e continueremo a farlo, avendo trovato nella risoluzione elementi di garanzia”. Le stesse che i nove vannacciani di Piazza Montecitorio non hanno riscontrato.
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