Politica
3 febbraio, 2026Articoli correlati
Il lungo post del segretario del Carroccio dopo l'addio dell'ormai suo ex vice: "Si dice che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito"
Un lungo post, pubblicato qualche minuto dopo quello dell’ormai suo ex vice, per dirsi “deluso e amareggiato” per l’addio alla Lega di Roberto Vannacci ma, soprattutto, per come ha sfruttato la Lega per lanciare il proprio partito. Ad accompagnare le sue parole, Matteo Salvini pubblica un video in cui l’ex generale, dal palco di Pontida, diceva: “Io oggi sono qua, chi l’avrebbe detto. Non li sentite questi signori? ‘Vannacci se ne va. Vannacci prende il taxi. Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino’. No signori - gridava di fronte allo storico Pratone leghista - sono qua. Io ancora ci credo nella parola data e nell’onore. Ancora ci credo”. Applausi. Tanti applausi. “E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno”.
Ora che quella “parola data” è diventata una parola vuota, Salvini lo critica pubblicamente. “Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia - scrive il leader leghista - purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini”.
La Lega, aggiunge Salvini, “aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito - si legge nel post -. Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire”.
“Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni - continua -. Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato”.
Poi conclude: “Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura”.
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