Politica
3 febbraio, 2026Articoli correlati
Dopo giorni di indiscrezioni e simboli depositati, proprio mentre si riuniva il Consiglio federale del Carroccio, l'annuncio del diretto interessato: "Inseguo un sogno, e vado lontano. Voglio continuare a combattere stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci"
Dopo giorni di indiscrezioni e smentite, simboli depositati e dichiarazioni contrastanti, il divorzio di Roberto Vannacci dalla Lega è ora ufficiale. L’annuncio, proprio mentre si riuniva il Consiglio federale del Carroccio, è arrivato direttamente dal diretto interessato sui suoi canali social.
“Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia - ha scritto, pubblicando il simbolo di Futuro nazionale -. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro nazionale è una realtà”.
L'addio dopo il faccia a faccia con Salvini
L'addio di Vannacci è arrivato all'indomani del faccia a faccia avuto con Matteo Salvini. L'ultimo strappo, fino al divorzio odierno, lo scorso 24 gennaio, quando era stato registrato il simbolo "Futuro nazionale": sfondo blu, ala tricolore. Lui, l'ex generale, l'aveva derubricato a semplice "simbolo". Ma erano in molti, a ragione, a credere che quella registrazione fosse l'anticamera della nascita di un nuovo partito.
Il "manifesto" di "Futuro nazionale"
"Vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa: l'unica destra che io conosca - scrive Vannacci nel suo post -. L'italia è una polveriera pronta a deflagrare. È un Paese in trepidante attesa colmo di energia trattenuta: forza compressa, talento umiliato, merito non riconosciuto, orgoglio ammansito, entusiasmo e passione che anelano di esplodere".
"Esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi", ricorda Vannacci.
"Non a caso, gli italiani di destra non votano più. Ma c'è Destra e destra". Una troppo spiadita, con la "d" minuscola, e una dura e pura, quella dell'ex generale, con la "d" maiuscola. "L'unica che avrà davvero qualcosa da dire nelle sfide dei prossimi anni è quella capace di essere sé stessa. È per questo che la mia Destra è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare. La mia Destra - aggiunge - è vitale perché è innamorata della Vita ed è protesa verso il futuro. Non della vita qualunque. Non della vita di chi tira a campare, ma di quella che merita di essere vissuta e per la quale vale persino morire, pur di garantire alla nostra progenie un futuro migliore".
Vannacci fuori dal gruppo dei Patrioti in Europa
Un primo effetto dell'addio di Vannacci alla Lega, prima di capire chi saranno le truppe dell'ex generale, è la fuoriuscita dell'eurodeputato dal gruppo dei Patrioti per l'Europa a Bruxelles (formazione che, oltre al Carroccio, ospita il Rassemblement National di Marine Le Pen). Vannacci avrebbe cercato comunque di rimanere nell'eurogruppo, con il nuovo simbolo "Futuro nazionale", che però avrebbe bocciato la proposta perché la sua permanenza sarebbe "incompatibile con la struttura politica del gruppo. La cooperazione con la Lega - si legge in una nota - rimane invariata".
Le critiche di Salvini
Proprio mentre Vannacci (o chi per lui) pubblicava il post d'addio sui social, a Milano, in via Bellerio, cominciava il Consiglio federale della Lega. Che doveva avere all'ordine del giorno le misure del pacchetto Sicurezza e il decreto Ponte ma che finisce inevitabilmente per concentrarsi sull'addio di Vannacci. Salvini non si definisce "arrabbiato" ma "deluso e amareggiato" perché, scrive sui social il segretario del Carroccio, "la Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l'opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l'ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito".
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