Politica
4 febbraio, 2026L'informativa del ministro per la Protezione Civile ed ex presidente siciliano: "Giudizi sommari e frettolosi hanno cercato in malafede un capro espiatorio"
Se le opposizioni attaccano, Nello Musumeci risponde. Il ministro per la Protezione civile ed ex presidente della regione Sicilia è intervenuto oggi al Senato per ricostruire i fatti legati all’emergenza di Niscemi durante un'informativa sul maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna. Secondo le forze di minoranza, Musumeci avrebbe dovuto accorgersi della frana e intervenire per impedire quella che oggi non si fa fatica a chiamare “devastazione”. “Non si è accorto che Niscemi stava franando, per 5 anni”, ha chiosato il deputato Davide Faraone, di Italia Viva. “L’unica cosa che il ministro Musumeci può fare è dimettersi”, gli ha fatto eco il portavoce di Europa Verde e deputato alla Camera di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli.
Oggi Musumeci ha preso la parola a Palazzo Madama, difendendosi dagli attacchi della sinistra. “Il rischio frane in Sicilia non è emergenziale, ma strutturale”, ha esordito il ministro, riportando poi i dati Ispra 2024 secondo cui circa 9 comuni su 10 dell’Isola presenterebbero aree ad alto rischio. “La situazione non è certo migliore nel resto d’Italia - ha proseguito - dove, secondo gli scienziati, oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrogeologico, valanghe ed erosione costiera”.
E dopo i dati e la difesa, l’attacco. “Giudizi sommari e frettolosi hanno cercato in malafede un capro espiatorio”, ha dichiarato Musumeci, sottolineando come, secondo lui, le polemiche avrebbero solo ostacolato la ricostruzione dei fatti. “Soprattutto sulla frana di Niscemi - ha continuato - invece di provare a contribuire a una seria comprensione dei fatti non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori varie istituzioni. Qualche volta anche dietro un'apparenza formale, non sono mancati gli sciacalli in giacca e cravatta.”
"Non è compito mio cercare i responsabili. Ci penseranno altre istituzioni, ma non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto”, ha avvertito Musumeci. Che ha continuato: “Sulla base delle geometrie osservate del confronto con la frana del 1997 e dell'evento storico del 1790 è plausibile ipotizzare, dicono ancora gli scienziati, un ulteriore arretramento del ciglio di scarpata dell'ordine di alcune decine di metri, soprattutto in caso di nuove piogge abbondanti”.
Nel sul discorso, il ministro non ha mancato di auto-attribuirsi meriti. Ha fatto sapere di "aver istituito presso il dipartimento Casa Italia che si occupa di ricostruzione e di prevenzione e strutturale, una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno”. “Sotto la mia presidenza, la regione siciliana ha impegnato il 90,7% dei 540 milioni che aveva a disposizione”, aggiunge e assicura: “Entro poche settimane - ha assicurato - avremo il parere tecnico sugli interventi da effettuare naturalmente nel post emergenza”. Secondo quanto detto dal ministro, i fondi per integrare le risorse destinate alle regioni colpite dal maltempo dovrebbero arrivare “nei prossimi giorni”. "Intanto con le prime risorse erogate, i commissari delegati possono procedere all'affidamento degli incarichi per i progetti delle opere danneggiate e da ricostruire. - ha sottolineato - alcune opere meno impegnative potrebbero essere realizzate nello spazio di pochi mesi, altre richiederanno più attenzione e più tempo”.
la commozione di vincenza rando
“Sono nata a Niscemi e conosco tutto della mia città - ha esordito nel suo intervento commosso la senatrice dem Vincenza Rando - conosco le cittadine e i cittadini che hanno perso tutto. La mia gente ha mostrato grande dignità, anche quando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo aver sorvolato in elicottero Niscemi, è scesa per poco tempo per fare una riunione in Comune ed è scappata via, senza incontrare nessuno, dicendo di non fare piazzate", dice Rando. Secondo la senatrice, la popolazione di Niscemi avrebbe avuto bisogno di parole di speranza, di impegno, di solidarietà, “invece la presidente è scappata via in Emilia Romagna, regione nella quale vivo. È arrivata dopo l'alluvione con gli stivali, a Niscemi è scappata”.
Rando ha poi continuato il proprio intervento chiedendo ancora una volta di fare chiarezza sulla mancata prevenzione e il negazionismo ambientale di alcune frange della maggioranza. “Dovete spiegare perché non avete fatto prevenzione, perché alcuni di voi continuano a negare i cambiamenti climatici e perché i soldi per il dissesto idrogeologico, che erano stati stanziati dal precedente Governo, li avete tagliati”. Per i cittadini di Niscemi "servono risorse e bisogna fare presto, non fateli sentire soli”, ha concluso.
l'indignazione di carlo calenda
Intanto, al coro di voci che chiedono le dimissioni del ministro si è aggiunto anche il senatore e leader di Azione Carlo Calenda: “L'unica cosa che fate in quella regione è spartirvi gli incarichi uno per uno senza mai fare una gara”, ha detto intervenendo in Aula e chiedendo al governo di esercitare “poteri sostitutivi per fronteggiare un grave pericolo di incolumità o per i livelli essenziali”. “Non si deve dimettere solo lei - ha chiosato il senatore - va sciolta l'ars e mandato a casa" il presidente.
i fondi per il ponte
Di fronte alla proposta di utilizzare i fondi stanziati per il ponte sullo Stretto di Messina per riparare ai danni causati dalla frana della collina siciliana il governo Meloni dice “no”. “Il denaro c’è, e non è quello del Ponte”, aveva assicurato lo stesso Musumeci intervistato da Bruno Vespa.
Ad avanzare la proposta - insieme alla sinistra - era stata anche l’assemblea regionale siciliana, a maggioranza centrodestra, che martedì 27 gennaio aveva votato a scrutinio segreto un ordine del giorno che impegna l’esecutivo regionale a destinare 1,3 miliardi di euro, previsti come cofinanziamento dell’infrastruttura che dovrebbe unire Calabria e Sicilia, per un programma di ricostruzione speciale.
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