Politica
2 marzo, 2026Botta e risposta durante l'audizione in commissione del ministro degli Esteri sulla situazione in Iran
Scintille durante l’audizione di Antonio Tajani alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla situazione in Iran. Quando Giuseppe Conte ha contestato l’irrilevanza del governo italiano, che sarebbe stato tenuto all’oscuro dei bombardamenti contro la Repubblica islamica, il ministro degli Esteri ha alzato i toni.
“Onorevole Conte, io non mi faccio chiamare GIuseppi. Io non mi vergogno di niente. Ma di cosa mi dovrei vergognare, me lo venga a dire.. il cappello era un regalo - ha detto, riferendosi al berretto Maga che aveva in mano durante la prima seduta del Board of Peace a Washington -. Io non sono andato in ginocchio da Merkel né da Trump, a dire 'ci penso io', come ha fatto lei onorevole Conte, non mi faccio chiamare Giuseppi. La verità fa male”.
"Non è mai una questione personale, ministro Tajani - ha replicato Conte -. Quindi, quando lei si offende e dice che Trump non l'ha mai chiamata Tony: il problema è politico, il problema è che non vi chiama proprio" se "non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano”. La controreplica di Tajani: "Come è andato lei con il cappello in mano dai cinesi per l'accordo sulla via della seta…"
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Ghali, l'Italia s'è desta - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 27 febbraio, è disponibile in edicola e in app



