Sostenibilità
8 gennaio, 2026Il capo della Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo per l'abbandono di 66 enti internazionali. Immediate le reazioni dalla Commissione europea: "Decisione deplorevole e infelice"
Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con cui gli Stati Uniti si ritireranno da 66 organizzazioni internazionali, agenzie dell’Onu e istituzioni per la cooperazione globale. Via i finanziamenti, gli accordi multilaterali sul lavoro e sulla sostenibilità. Su tutte, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc), firmata dopo il Summit della Terra a Rio, nel 1992. Pose le basi per l’annuale conferenza sul clima (Cop) e l’Accordo di Parigi, stipulato 23 anni dopo, da cui gli Stati Uniti si erano già chiamati fuori.
La scelta ha già scatenato le prime reazioni europee. “La decisione della più grande economia mondiale e del secondo maggiore produttore di emissioni di dimettersi è deplorevole e infelice”, ha commentato Wopke Hoekstra, commissario Ue al Clima. E ancora, Teresa Ribera, la vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione pulita, giusta e competitiva: "Alla Casa Bianca non interessano l'ambiente, la salute o le sofferenze delle persone", ha scritto sui social Ribera. "La pace, la giustizia, la cooperazione o la prosperità non sono tra le sue priorità. Nemmeno la grande eredità degli Stati Uniti alla governance globale. E queste scelte lo dicono chiaramente”.
via dall'"agenda woke"
Già in passato Trump aveva deciso di ritirarsi da diversi istituti della galassia Onu. Come l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che nel biennio 2024-25 era stata finanziata da Washington con una somma pari a 988 milioni di dollari, circa il 14% delle entrate totali dell’organizzazione. Lo stesso era accaduto con l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), il Consiglio per i diritti umani dell'Onu e l’Unesco. Altre, tra quelle non governative dipendenti, erano state addirittura costrette a chiudere per mancanza di fondi.
Questa volta il ritiro è pressoché totale: 66 istituzioni che per Trump appartengono “all’agenda woke”. Tra quelle non Onu rientrano il Consiglio Euro-Atlantico, l'Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale e il Forum globale dell’antiterrorismo. La decisione di chiamarsi fuori dalle agenzie sulla cooperazione globale arriva pochi giorni dopo gli attacchi al Venezuela e le tensioni con altri Paesi come Groenlandia e Colombia. Da un lato minaccia invasioni, dall'altro si ritira dalle organizzazioni garanti del multilateralismo.
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