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20 febbraio, 2026Già ieri il presidente del Comitato paralimpico ucraino Valerij Suszkewycz era intervenuto sul tema sostenendo che il comitato paralimpico internazionale abbia "cambiato la sua posizione e non si è attenuto ai valori dell'umanità, della democrazia e alla filosofia del movimento paralimpico internazionale"
È arrivata puntuale la protesta di Kiev dopo la notizia della riammissione delle bandiere degli atleti russi e bielorussi - che potranno anche cantare, in caso di vittoria, il proprio inno nazionale - alle paralimpiadi di Milano Cortina 2026. L'Ucraina ha fatto sapere che i suoi atleti paralimpici non parteciperanno alla cerimonia di apertura dei giochi, prevista il 6 marzo all'Arena di Verona. Lo ha dichiarato il Comitato paralimpico nazionale.
"La squadra paralimpica ucraina e il Comitato paralimpico nazionale dell'Ucraina boicottano la cerimonia di apertura dei XIV Giochi paralimpici invernali e chiedono che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 2026", si legge nel comunicato.
Le parole del presidente del comitato paralimpico
Già ieri, giovedì 19 febbraio, il presidente del Comitato paralimpico ucraino Valerij Suszkewycz era intervenuto sul tema in una intervista all'agenzia Afp. "L'Ipc (il comitato paralimpico internazionale, ndr) ha cambiato la sua posizione e non si è attenuto ai valori dell'umanità, della democrazia e alla filosofia del movimento paralimpico internazionale", ha detto, poi ha assicurato: "l'Ucraina continuerà a combattere per unire le Nazioni nella lotta contro la guerra".
Il caso dell'atleta ucraino squalificato
Secondo una parte dell'opinione pubblica, la decisione di riammettere 13 russi e 7 bielorussi alle paralimpiadi striderebbe con la recente squalifica di Vladyslav Heraskevych, escluso dai Giochi di Milano Cortina perché indossava il casco della memoria, in cui erano rappresentati i volti di 24 atleti ucraini morti.
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