Televisione
24 febbraio, 2026Conti ha definito il suo un Festival "cristiano e democratico". Il presentatore della 76esima edizione della kermesse omaggerà lo storico conduttore siciliano, scomparso lo scorso agosto. Lo stesso che nel 2007 prese di mira i politici: "Qui c’è un Paese che ha bisogno di concordia, lo capite sì o no? E mettete in mezzo uno che fa il presentatore"
La kermesse del 2026 si aprirà nel ricordo di chi quel palco l’ha calcato più di tutti: “Benvenuti al Teatro Ariston di Sanremo”. Pippo Baudo, storica icona del Festival, è scomparso lo scorso 16 agosto 2025, ma sul palco della canzone italiana la sua voce riecheggerà ancora. E con lei, inevitabilmente, le sue parole: non solo i saluti e l'omaggio che aprirà questa 76esima edizione, ma quelle che respingevano le ingerenze della politica e che oggi suonano ancora attuali.
Nel 2007, la classe dirigente già osservava Sanremo con particolare attenzione. E Baudo bacchettò i “politici che si interessano tanto del problema della canzone e del Festival". Disse: "Vi prego siate seri. Occupatevi dei problemi del Paese, che sono tanti. Io non ho voluto mai fare politica perché mi ritengo inadatto, non ho le capacità. Spererei che quelli che sono al potere avessero le capacità. Basta questa divisione centro, destra, sinistra. Qui c’è un Paese che ha bisogno di concordia, lo capite sì o no? E mettete in mezzo uno che fa il presentatore”.
Sanremo 2026, l'omaggio a Pippo Baudo e le parole di Carlo Conti sul festival "cristiano e democratico"
Quando il sipario dell’Ariston si alzerà, sarà Carlo Conti a omaggiarlo, in una sorta di staffetta temporale tra presentatori. Il direttore artistico, in risposta a chi gli ha ricordato le parole di Baudo in conferenza stampa, ha detto: “Baudo era un maestro, diceva cose ganze". E ancora: "Il presentatore, bene o male, lo può fare chiunque; il conduttore è un regista in scena, colui che del programma detta i tempi”. E gli spazi: Baudo restituì l’Ariston alla musica, Montecitorio alla politica.
Tornando a quest’anno, la politica è arrivata ancora una volta prima delle canzoni. La rinuncia di Pucci e gli attacchi del governo per le polemiche sollevate anche dal centrosinistra, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha stigmatizzato sui social chi ha portato il comico a ritirarsi dalla kermesse. Poi le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa: “Mi aspetto che Conti trovi il modo di ripagare Pucci”.
Nel frattempo, Conti ha definito il suo un Festival “cristiano e democratico”: “Cristiano perché ci sono riferimenti alla mia modestissima fede, democratico perché è di tutti, aperto a tutti”. L’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi ha parlato invece di Baudo come di “un grande interprete della cultura popolare italiana” e di un “folle innamorato della Rai”. E non ha risparmiato complimenti per la bravura dei conduttori attuali: “Ce ne sono, ce ne sono tanti, oggi noi abbiamo un grande Pippo, che in realtà non si chiama Pippo, ma si chiama Carlo. C'è sempre la possibilità di essere superati”.
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