Il governo di Erdogan continua la sua campagna per la famiglia fra dichiarazioni e incentivi per le ragazze che rinunciano al lavoro e agli studi per restare a casa coi figli

Il governo turco ha un obiettivo: convincere le donne a rimanere a casa. A fare figli. Tanti, almeno tre. A sposarsi presto. Rinunciando a studi e a carriera. È il piano da tempo avviato dal partito del presidente della Turchia Tayyp Erdogan. Un piano non solo teorico, come racconta Al Monitor, ma pratico: rafforzato da incentivi economici e fiscali per le coppie che daranno un futuro conservatore al paese. Un futuro da cui le donne sono escluse, se non nel ruolo di madri e vestali di casa.

L'ultima iniziativa è del ministro della Gioventù e dello Sport, che ha annunciato un incentivo per gli studenti universitari che decidono di sposarsi: non dovranno ripagare i prestiti ricevuti per frequentare i corsi. I loro debiti saranno cancellati. Secondo alcuni rapporti vi avrebbero già fatto richiesta 3mila ragazzi. Ora è arrivato un nuovo aiuto, per i giovani sposi: un contributo pari al 15 per cento dei risparmi, dopo cinque anni, se il tesoretto di coppia non è stato toccato.

«Non rimandate il matrimonio, decidete presto, sposatevi mentre studiate o subito dopo la laurea», aveva detto un anno fa il presidente Erdogan rivolgendosi alle ragazze iscritte a un'associazione per la gioventù presieduta da suo figlio: «Non siate troppo selettive». Per incentivare le giovani famiglie, gli strumenti non sono finiti. Ci sono anche i regali da 120 dollari a ogni primo figlio nato, che aumentano a 160 col secondo figlio e quindi a 240 euro al terzo. Monete d'oro per ogni bebé.

Un aiuto alle donne? Alla loro emancipazione? Mica tanto, denunciano le associazioni. E citano un altro provvedimento del governo: la proposta di far pagare alle imprese stipendi full-time per madri che lavorino solo 4 ore al giorno. Per occuparsi dei figli. «È difficile pensare che le aziende vogliano veramente sobbarcarsi questi costi», scrive l'autore dell'articolo Zülfikar Do?an: «Disincentivando così le assunzioni, spingendo le donne fuori dal mondo del lavoro».

È lo stesso paese, d'altronde, il cui vicepremier aveva suggerito alle giovani di non ridere in pubblico, o il cui presidente si è espresso più volte in sentenze come: «La nostra religione (l'Islam) ha definito un posizione per le donne nella società: la maternità» (copyright Erdogan, novembre 2014, e continuava): «Alcune persone comprendono questo, altre no. Non si può spiegare alle femministe perché loro non accettano il concetto di maternità», per poi finire, citando quasi gli stessi principi più volte ribaditi dalle cattolicissime Sentinelle in Piedi: «Donne e uomini non possono essere trattati nella stessa maniera, è contro natura. Fisico e personalità sono diversi».

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