«Andate in edicola e comprate l'ultimo numero dell'Espresso». Padre Lucio Boldrin, parroco della chiesa Trinità di Villa Chigi, nel quartiere Africano di Roma, ha aperto così la sua ultima omelia domenicale.
«“Noi, i ragazzi dello zoo di Roma” è un’inchiesta sconvolgente – ha continuato – ed è una cosa che tutti dovrebbero leggere perché il reportage dalle viscere della Capitale ci fa capire come gli ultimi ci siano vicini. Perfino terribilmente vicini a quelli più fortunati, che vivono in superficie, e che vengono aiutati dalla Caritas tutti i giorni».
“L'indifferenza è l'ottavo vizio capitale” diceva Don Andrea Gallo e Padre Boldrin spinge forte su questo tasto, da sempre, lottando con tutte le forze per squarciare il velo dell’apatia che distrugge la nostra società. Ma non è finita: il battagliero parroco continua a raccontare l’inchiesta dell’Espresso e si commuove quando racconta che «alla stazione Termini si aggirano pedofili a caccia di minorenni. Piccoli immigrati senza famiglia, costretti a vivere nei cunicoli sottoterra e a prostituirsi per mangiare». Poi un’ammissione che ti stringe il cuore. E che ti fa sentire la chiesa terribilmente vicina: «Lo dico qui davanti a tutti, davanti a queste ignominie io stesso ho difficoltà a perdonare». Siamo ai “cazzotti” di Papa Francesco, a quella grinta e quell’umanità che avvicina i fedeli.