Innovazione
11 febbraio, 2026Pechino ce l’ha fatta. Nella corsa verso la Luna segna un punto a favore rispetto al programma Artemis della Nasa, che invece è attualmente in pausa, sulla rampa di lancio
In Italia l’orologio segnava le quattro di notte quando - dal centro spaziale di Wenchang - è stato lanciato Long March 10, il nuovo super razzo pesante cinese. Progettato in vista delle missioni lunari, predisposto per il trasporto di taiconauti – gli astronauti cinesi - prevede una versione riutilizzabile che è stata testata con successo proprio la notte dell’11 febbraio 2026. Chi si immagina un recupero alla “Mechazilla” resterà deluso: i cinesi non hanno previsto il rientro del razzo su una piattaforma per l’abbraccio metallico - come nel caso di SpaceX che, per inciso, ha avuto successo una sola volta - ma in una sorta di gabbia realizzata con cavi che accolgono il razzo al suo rientro.
Il booster di Long March 10 non è quindi dotato di piedi di appoggio - con una notevole riduzione del peso della struttura – ma è equipaggiato con alette direzionali e un sistema di aggancio progettato per intercettare cavi sulla piattaforma marittima dedicata. È stato un “evviva” doppio, quello cinese, visto il successo dell’altro test in agenda: l’aborto missione di Mengzhou, la capsula che sostituirà la “veterana” Shenzhou e verrà utilizzata per portare l’uomo e la donna – cinesi – sulla Luna. Mengzhou è stata rilasciata in orbita e dopo un volo suborbitale ha effettuato il rientro controllato, concluso con l’ammaraggio nel Mar cinese meridionale.
Una delle prove più delicate per sistema di volo umano di nuova generazione, utile a verificare la piena funzionalità del sistema di fuga in caso di emergenza durante il lancio. Un passaggio cruciale che consolida le ambizioni di Pechino nel campo delle missioni con equipaggio.
la possibile missione di allunaggio
Long March 10, dal canto suo, sembra aver superato le aspettative di questa sua prima prova in volo. La configurazione testata, però, non è destinata alle missioni lunari, ma avrà il compito di trasportare la capsula verso la stazione spaziale Tiangong. La Mengzhou non è pensata esclusivamente per l’esplorazione della Luna. Pechino intende utilizzarla anche come sostituta dell’attuale navetta con equipaggio per i voli verso la stazione orbitale nazionale.
Ma la vera notizia è che la data fissata da Pechino, alla luce di questi nuovi test, anticipa al 2027 un’eventuale missione di allunaggio, che potrebbe essere dimostrativa e senza equipaggio. I taiconauti, stando al calendario attuale, dovrebbero approdare sulla superficie lunare due anni dopo, nel 2029. E la Nasa non sta certo a guardare, ma fra tagli al bilancio e riassetti vari, forse rincorre anche se sogna di anticipare.
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