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16 febbraio, 2026Articoli correlati
Il co-direttore del film premio Oscar ha denunciato l'accaduto sui social: "Le autorità israeliane si sono unite ai coloni nell’attacco"
È passato quasi un anno da quando il documentario No other land - una denuncia delle condizioni del popolo palestinese vessato dai coloni in Cisgiordania - ha ricevuto il premio Oscar. Eppure, la situazione non è migliorata, anzi. Coloro che hanno partecipato alla realizzazione del film sono stati presi ancor più di mira. Nella giornata di ieri, domenica 15 febbraio, Hamdan Ballal, regista e co-direttore del lungometraggio, è stato aggredito insieme alla sua famiglia da un gruppo di coloni israeliani.
L'aggressione
Il gruppo di coloni armati ha fatto irruzione nella proprietà della famiglia di Ballal, che in seguito ha postato sui suoi profili social il video dell'accaduto. Dopo aver chiamato le autorità per segnalare l'invasione della proprietà, la famiglia palestinese è stata raggiunta dai militari israeliani, che invece di tutelarli si sarebbero uniti ai coloni. Durante le operazioni sono stati arrestati due fratelli del regista, un nipote e un cugino, mentre un altro dei suoi fratelli è stato ferito e si trova ricoverato in ospedale.
Il messaggio sui social
"Due settimane fa siamo riusciti a ottenere una decisione dal tribunale israeliano secondo cui l’area intorno alla mia casa è chiusa ai non residenti - ha scritto il regista sui social - ma i coloni violano quell’ordine e continuano a venire con le loro truppe quasi ogni giorno". Ballal denuncia una situazione che va avanti da tempo e non è cambiata nemmeno dopo le restrizioni del tribunale. "La decisione del tribunale israeliano avrebbe dovuto rendere la situazione un po’ più tranquilla per noi. Ma è successo il contrario. I coloni hanno intensificato le loro molestie e le autorità israeliane non hanno fatto nulla per far rispettare la decisione, e oggi si sono unite ai coloni nell’attacco".
Le aggressioni precedenti
Questo è solo uno degli episodi di violenza che hanno colpito la troupe del documentario. Ad agosto 2025 l'attivista palestinese Odeh Hadalin (citato anche come Awdah Hathaleen), che aveva collaborato con il team nella realizzazione del film, è stato fucilato dal colone israeliano Yinon Levi. A marzo 2025, lo stesso Ballal era stato arrestato dall'Idf e portato in un luogo sconosciuto.
Dopo l'ultima aggressione, Ballal ha invitato i giornalisti ad andare a trovarlo martedì 17 febbraio, "per ascoltare come la situazione sia peggiorata nell’anno trascorso da quando abbiamo vinto l’Oscar, così come è accaduto in tutta la Cisgiordania", ha scritto sui social.
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