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4 febbraio, 2026L'annuncio del responsabile della politica di frontiera Tom Homan
L’ennesimo passo indietro di Donald Trump. Dopo il beneplacito alla decisione della segretaria della Sicurezza interna Kristi Noem di dotare di bodycam gli agenti impegnati sul campo a Minneapolis, il tycoon ha deciso per il ritiro di 700 uomini dell’Ice dal Minnesota. La decisione, annunciata dal responsabile della politica di frontiera Tom Homan, è arrivata a una settimana dalla morte di Alex Pretti, l’infermiere ucciso durante un’operazione della polizia anti-immigrazione.
Nel corso di una conferenza stampa, Tom Homan ha spiegato di aver raggiunto un accordo con le autorità locali che prevede appunto il ritiro di una frangia consistente di agenti, 700 sulle 3 mila unità che sarebbero al momento stanziate.
La scorsa settimana lo stesso Homan aveva dichiarato che le autorità federali avrebbero potuto ridurre il numero di agenti presenti in Minnesota, ma solo se i funzionari statali e locali avessero collaborato.
La telefonata con la cina
Intanto, secondo quanto dichiarato dal tycoon sul suo social Truth, il confronto telefonico di oggi, mercoledì 4 febbraio con il presiedete cinese Xi Jinping, sarebbe stato “eccellente”. “I rapporti con la Cina, e la mia relazione personale con Xi, sono estremamente buoni e tutti e due sappiamo quanto sia importante mantenerli così”, ha scritto.
Al centro del colloquio il tema del commercio, della difesa e il viaggio che l’inquilino della Casa Bianca dovrebbe intraprendere ad aprile e che - ha fatto sapere - attende “con ansia”. I due leader avrebbero parlato anche di questioni geopolitiche come Taiwan, la guerra tra Russia e Ucraina, la situazione in Iran. Secondo quanto detto da Trump, la Cina starebbe valutando l'acquisto di ulteriori prodotti agricoli, incluso l'aumento del quantitativo di soia a 20 milioni di tonnellate per la stagione in corso.
Xi Jinping e il "rispetto reciproco"
Dal canto suo, il leader cinese ha commentato la telefonata in una intervista sul network statale Cctv. "Affrontando le questioni una a una e costruendo costantemente la fiducia reciproca, possiamo tracciare la strada giusta per la convivenza tra i due Paesi", ha detto. Secondo Xi Jinping il 2026 potrebbe essere "un anno in cui Cina e Stati Uniti, come due grandi Paese, possano muoversi verso il rispetto reciproco, la coesistenza pacifica e una cooperazione vantaggiosa per entrambi".
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