La Camera dei deputati ha respinto la sfiducia contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio, presentata dalle opposizioni per il caso Almasri, ma per Elly Schlein il Guardasigilli non è l’unico ministro che dovrebbe fare un passo indietro: “L’Italia merita un governo che non abbia un ministro della Giustizia che libera i torturatori mentre mette in carcere i minori, che attacca i giudici e non ottempera agli obblighi di legge - ha attaccato la segretaria del Partito democratico -. L’Italia non merita un governo con una ministra del Turismo (Daniela Santanchè, ndr) rinviata a giudizio per falso in bilancio e indagata per truffa aggravata ai danni dello Stato. E magari che non abbia un’altra ministra del Lavoro (Marina Calderone, ndr) che mente sulla sua laurea che sarebbe stata ottenuta senza pagare la retta e facendo gli esami di domenica”. Prima dell’attacco diretto a Nordio e ai suoi colleghi di governo, Schlein ha rivolto alcune domande al ministro sul rilascio del torturatore libico su cui pendeva un mandato d’arresto della Corte penale internazionale: “Chi le ha chiesto di stare fermo? Chi ha deciso di riportarlo in Libia con un volo di Stato? È stata Giorgia Meloni? Perché non ce lo dice? Il Paese ha diritto di sapere la verità". E ancora: "Sono costretta a chiedere ancora una volta, dov’è la premier? Perché fugge?”. Nordio, prima dell’intervento di Schlein, aveva detto che “le accuse dell'opposizione ricordano l'Inquisizione e che i suoi attacchi sono strumentali per evitare la separazione delle carriere”. "La vostra separazione delle carriere fatta in questo modo - ha replicato la segretaria dem - non fa altro che rivelare la vostra volontà di assoggettare la magistratura al potere politico. È diventato l'alfiere del populismo panpenalista. Cosa deve accadere perché presenti le sue dimissioni? Che il suo sottosegretario Delmastro critichi le sue riforme? - si è chiesta ironicamente la leader dem -. Ah no, questo è già successo. E neanche in quel caso lei si è dimesso. Nessuno dei due ha ritenuto di farlo visto che l'altro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio per manganellare l'opposizione con delle accuse diffamatorie".