Politica
7 gennaio, 2026L'ex ministro della Difesa e deputato Pd a La Stampa: "Sì a un'iniziativa della Nato nell'Artico. Sul Venezuela imbarazzo dei governi sovranisti nell’essere contemporaneamente europei" e vicini al tycoon
Un’Europa più unita “al fianco dell’Ucraina” in tempi di “instabilità globale”. È il monito lanciato da Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa e attuale presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) sulle colonne de La Stampa, proprio all’indomani del vertice dei Volenterosi tenutosi in Francia. La riunione si è conclusa con un’intesa ribattezzata Dichiarazione di Parigi: i 35 leader - in accordo con Donald Trump e Volodymyr Zelensky - si sono impegnati a fare da garanti per la stabilità futura di un eventuale cessate il fuoco con la Russia avanzato dagli Stati Uniti. In parallelo, l’inserimento di nuovi vincoli sul piano militare ed economico per i Paesi firmatari in caso di nuovo attacco da parte di Vladimir Putin.
Non tutti i dossier, però, mettono d’accordo i Volenterosi. Resta l’ombra del recente attacco di Trump al Venezuela e della cattura di Nicolás Maduro, capace di creare forti divisioni al tavolo della coalizione. Da una parte la condanna del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che l’ha definita “un’azione chiaramente illegale e pericolosa”. Più sugli scudi Giorgia Meloni, a difesa di un “intervento legittimo”. Crepe aperte sull’asse tra posizioni più atlantiste e un “imbarazzo da parte dei governi sovranisti”, secondo il deputato del Pd Guerini, in difficoltà “nell’essere contemporaneamente europei e filo Trump”.
Gli strappi sembrano ricucirsi al di qua dei territori Nato, come la Groenlandia. L’isola è sotto la sovranità della Danimarca e le mire espansionistiche del tycoon, tornato a minacciare nelle scorse ore di volerla annettere agli Stati Uniti, hanno trovato il muro compatto dell’Alleanza atlantica. Se tra i ghiacciai “si nascondesse la volontà (da parte di Trump, ndr.) di un pieno controllo di tutto l’emisfero occidentale, allora la questione sarebbe molto più complicata” ha evidenziato Guerini. Che loda la dichiarazione di Parigi come “un limite a possibili azioni unilaterali trumpiane” in caso di aggiramento della questione danese, oltre alla “prospettiva di una soluzione condivisa in ambito Nato”. Il rischio resta quello di “una crisi quasi senza ritorno tra Stati Uniti ed Europa. Bisogna tentare di scongiurare un’eventualità del genere a tutti i costi”.
Solidità sulle visioni geopolitiche da consolidare anche all’interno dei confini italiani, soprattutto tra gli schieramenti del centrosinistra. Per Guerini, molto passerà da “come si schiereranno le forze in Parlamento nella conversione del decreto sugli aiuti”. Ma un punto di contatto “senza tentennamenti” tra Pd, M5s e Avs (in particolare per la questione Ucraina) sarà necessario per “una coalizione che ambisce al governo, ne va della credibilità dell’alleanza”.
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