Politica
11 febbraio, 2026I tre esponenti di Futuro nazionale hanno giustificato il voto “come scelta di perimetro e di campo sulla quale i partiti devono prendere una scelta chiara”
La prima al tavolo del Parlamento è un voto rocambolesco. La mano si gioca sulla fiducia al decreto Ucraina, ma la posta è tutta politica: stare dentro o fuori dal perimetro della maggioranza. E così i tre vannacciani - Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, nel gruppo Misto con vista su Futuro nazionale - scelgono la mossa più acrobatica. Sì alla fiducia, no al decreto. Il governo incassa 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. La maggioranza è compatta, Lega compresa: nessuna sorpresa nei numeri. Qualcuna, semmai, proprio nella geometria del voto.
A spiegare in Aula la torsione rispetto al flashmob di alcuni giorni fa è Ziello: “La questione è posta come scelta di perimetro e di campo sulla quale i partiti devono prendere una scelta chiara. Noi siamo un partito di destra, una destra forte, che sa benissimo in quale perimetro collocarsi”. Traduzione parlamentare: la fiducia tiene in piedi il governo, e “noi non stiamo con la sinistra”. Ma sul merito restano contrari. “Manterremo i nostri ordini del giorno che contengono l’impegno a fermare l’invio di armamenti a Zelensky”, ribadisce. Lo stesso Roberto Vannacci, in una nota, certifica la linea: favorevoli alla fiducia “per delimitare un perimetro politico”, contrari al provvedimento. “Sappiamo dove stare”.
al tavolo coi vannacciani
Il risultato è una doppia traiettoria: sostenere l’esecutivo senza sostenere il suo testo. E poi lanciarne una terza, con l’odg in cui si chiede l’interruzione degli aiuti militari a Kiev. Un esercizio che alla Camera è tecnicamente possibile, ma che agita la maggioranza. “Più che futurismo è trasformismo”, punge il capogruppo leghista Riccardo Molinari, parlando di “buffo tentativo di salvare l’immagine”. Dal M5s arriva l’affondo di Francesco Silvestri: “Sono già su Marte, scappati prima di arrivare”.
"Il giochino di votare 'sì' alla fiducia e 'no' al provvedimento, per non essere buttati fuori dalla maggioranza, visto che formalmente confermano la fiducia al governo, Vannacci e i suoi lo possono fare solo alla Camera. Dove, vigente un regolamento medioevale che nessuno sembra voler cambiare, le votazioni su un provvedimento su cui il governo mette la fiducia sono due, e distinte". Così Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito liberaldemocratico, in una nota. "Ma - aggiunge Marattin - al Senato, tra pochi giorni, il regolamento è diverso: la votazione è unica. Con un solo voto, esprimi il tuo parere sul provvedimento e sulla fiducia al governo".
Sasso, invece, rivendica coerenza: “Non vogliamo dare alibi a nessuno”. E rilancia un “decreto Italia” per destinare le risorse “alla sicurezza degli italiani”. Sullo sfondo, l’elogio a Donald Trump di Ziello come esempio di diplomazia che può “far finire la guerra senza continuare a inviare armamenti”. In attesa di Futuro nazionale, la linea è tracciata così: dentro la maggioranza, fuori dal decreto. Almeno fino alla prossima mano.
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