Politica
19 febbraio, 2026La stoccata a Macron e l'invito ad abbassare i toni della campagna referendaria: la premier ai microfoni di SkyTg24
Referendum, rapporti con i Paesi esteri, decreto bollette, territori fragili, Olimpiadi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rilascia a SkyTg24 un'intervista a tutto tondo. Partendo dalle parole pronunciate ieri dal capo dello Stato Sergio Mattarella, nel pieno delle polemiche sul referendum sulla giustizia. "Ho trovato le parole del presidente giuste. Direi anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni. Penso che sia stato anche giusto il passaggio nel quale il presidente della Repubblica dice anche che è importante che un'istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle, diciamo, diatribe di natura politica".
Un richiamo al rispetto istituzionale - accolto anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio - che arriva dopo giorni di tensioni politiche e che il governo rivendica di voler accogliere mantenendo il confronto nei binari del merito. E del rispetto dei giusti toni.
"Io penso - ha aggiunto la premier - che sia molto importante che questa campagna elettorale referendaria rimanga sul merito di quello di cui noi stiamo parlando. Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango. Mi pare che sia un tentativo che interessa più quelli che hanno una difficoltà ad attaccare una riforma che in passato hanno per varie parti sostenuto e proposto. Credo che sicuramente non convenga a chi come noi ritiene di aver fatto banalmente una riforma di buon senso".
L’invito della premier è a non trasformare il quesito referendario in un quesito sul governo: "Penso che sia importante stare sul contenuto di questa riforma e non cercare di trasformarla in una polarizzazione, in un referendum sul governo. Questo interessa chi non può stare nel merito, non interessa a noi, perché io penso che questa riforma e la sua conferma possano semplicemente fare del bene all'Italia".
Nel merito del provvedimento, Meloni ha respinto le letture più critiche, sostenendo che la riforma della giustizia "consente di avere una giustizia più giusta". "Non capisco i toni apocalittici" spiega, e precisa: "Più gente andrà al voto, più penso di aver fatto bene il mio lavoro. Tra un anno gli italiani ci giudicheranno, il 22/23 marzo non si vota sul governo ma sulla giustizia. Consiglio agli italiani: andate a votare con coscienza, ma consapevoli di ciò che votate. Non personalizzo un tema cosi' importante per la vita dei cittadini, non impatta sul governo".
Botta e risposta con Macron
Nel corso dell’intervista la presidente del Consiglio ha risposto poi alle osservazioni del presidente francese Emmanuel Macron che invitava a non commentare gli affari interni della Francia. Il riferimento è al caso Deranque, il 23enne ultra nazionalista ucciso una settimana fa su cui Meloni si è espressa con un post che punta il dito su un'aggressione ad opera di gruppi “riconducibili all'estremismo di sinistra”. "Francamente mi ha molto colpito questa dichiarazione di Macron, non me l'aspettavo - spiega Meloni ai microfoni di SkyTg24 - Mi dispiace che Macron la viva come un'ingerenza. Penso che l'ingerenza sia un'altra cosa. Penso che l'ingerenza sia, ad esempio, quando un leader viene eletto a capo del governo dai propri cittadini, sentire uno Stato straniero che dice 'vigileremo sull'applicazione dello Stato di diritto', quella è ingerenza”.
È l'occasione anche per un passaggio sul clima politico nelle democrazie occidentali: "Io vedo un clima che non mi piace - spiega Meloni - lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l'omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l'Italia ha vissuto molto bene e che tra l'altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Io non l'ho vissuta come un'ingerenza".
Decreto bollette
Di tema in tema. La presidente del Consiglio ha poi rivendicato il decreto bollette approvato dal governo, definendolo "un provvedimento molto importante e molto coraggioso. Con questo provvedimento liberiamo circa 5 miliardi di euro per alleviare il costo delle bollette per le famiglie più fragili, per le imprese, con benefici tangibili, significativi". Entrando nel dettaglio, Meloni ha parlato di tagli per le famiglie fragili intorno ai 315 euro, più o meno la metà del costo e tagli variabili per le imprese a seconda dell' ampiezza. "Se si va sulle grandi industrie, per esempio le gasivore - spiega - si arriva a un beneficio che tocca anche i 260.000 euro in un anno".
Territori fragili
Meloni ha affrontato poi il decreto legge sui danni del ciclone Henry che ha colpito Sicilia, Sardegna e Calabria. "Ieri abbiamo approvato un altro decreto legge che interviene su tutti i da danni causati dal ciclone Henry. Quindi 3 regioni: Sicilia, Sardegna, Calabria. Abbiamo stanziato complessivamente 1 miliardo 100 milioni di euro, che si aggiungono ai 100 milioni che avevamo già stanziato. Lo voglio ricordare perché quando abbiamo stanziato i primi 100 milioni per l'emergenza ci è stata fatta questa surreale polemica sul fatto che non investivamo abbastanza risorse".
Un capitolo a parte riguarda Niscemi, "l'abbiamo trattata a parte, anche se nello stesso decreto, con un investimento di 150 milioni di euro che è destinato prevalentemente a demolire le case che devono essere demolite, a mettere in sicurezza il territorio e a dare risposte a chi ha perso la casa. Insieme al ripristino delle infrastrutture, bisogna combattere un isolamento a Niscemi". Oltre alle misure generali, Meloni sottolinea la decisione di nominare un commissario straordinario, subito operativo, nella figura del capo della Protezione Civile. "Perché per me la cosa più importante a Niscemi è che non accada di nuovo quello che è accaduto alla fine degli anni '90. Quando gli indennizzi per alcuni dei cittadini che erano stati coinvolti in una analoga frana sono arrivati anche dopo 14 o 18 anni".
Capitolo Olimpiadi
Un passaggio anche sui Giochi di Cortina. "È molto presto per fare un bilancio: finché non si chiudono le Olimpiadi e poi le Paralimpiadi, e sono certa che tutto ha funzionato come doveva funzionare, preferisco tacere. Ma sono fiera di questi ragazzi che hanno portato le nostre bandiere".
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