Politica
2 marzo, 2026Il ministro della Difesa, intervistato da Repubblica, ha detto di essere stato "operativo" anche fuori dall'Italia. Era in vacanza con la famiglia, ma assicura di non essere "andato di nascosto" dal governo
Guido Crosetto riporta in Italia le sue ore a Dubai “senza scorta”, quando la situazione è precipitata con “un’accelerazione inattesa”. Il ministro della Difesa, intervistato da Repubblica, si trovava negli Emirati Arabi durante la nuova escalation in Medio Oriente. Bloccato lontano dal Paese, in vacanza con la famiglia, ma sempre “operativo” anche da fuori, rivendica. “Le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. Il fatto di trovarsi bloccato non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perché la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata”.
Crosetto sostiene che, sul piano diplomatico e operativo, “la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati”, ricordando le interlocuzioni avute con partner europei e mediorientali e i contatti con il Pentagono. E sulle accuse riguardo una presunta mancata di comunicazione al governo, dice: “Io non sono andato di nascosto, ma essendo una questione familiare non ho voluto scorte, né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile”.
Poi, qualche passaggio sul conflitto in corso. Che secondo il ministro della Difesa non rischia di diventare “globale, ma il rischio di una forte instabilità regionale è concreto”. Riguardo l’uccisione della Guida Suprema Khamenei, per Crosetto si tratta di “una grande sconfitta di quell’estremismo islamico che, dalla rivoluzione di Khomeini del 1979, si è allargato e ha incoraggiato radicalismi sunniti e sciiti in tutto il mondo". Un quadro che al momento è “del tutto incerto, ma non è tutto fosco”.
Il punto centrale del ragionamento è però politico e strategico: la guerra in corso, spiega, conferma che l’Europa deve "rafforzare la propria capacità di difesa". Nella notte il conflitto ha bussato alle porte dell’Unione, con alcuni droni lanciati su basi militari britanniche a Cipro. Proprio per questo, secondo Crosetto, "l’Ue deve dotarsi di una credibile capacità di difesa contro minacce missilistiche, che potrebbero arrivare non solo dall’Iran, ma magari un domani da altri Paesi”.
Infine, il ministro difende la scelta di rientrare utilizzando un volo militare pagato di tasca propria - “una tariffa tripla rispetto a quella prevista per gli ospiti”, riporta Repubblica - per evitare polemiche sull’uso di risorse pubbliche.
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