Politica
25 marzo, 2026Il ministro della Giustizia è a Montecitorio per partecipare al question time: raffica di interrogazioni sulla sconfitta della maggioranza al referendum
"Non è previsto in un nessun ordinamento che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un referendum a esito negativo". Queste le prime dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera, durante il question time di mercoledì 25 marzo. Il guardasigilli è stato interpellato in merito alle recenti dimissioni del sottosegretario della Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. In generale, è stato sollecitato sulle conseguenze della vittoria del No alla consultazione del 22 e 23 marzo.
"Proprio perché le dimissioni - di Bartolozzi - sono state spontanee, io la mattina stessa avevo detto che non sarebbe cambiato nulla nella compagine del governo", ha detto Nordio. Poi, su un suo eventuale passo indietro: "Ho avuto la conferma da parte del governo della fiducia nei miei confronti, per questo non c'è motivo per cui io abbandoni il mio posto".
"Non siamo in un film comico e lei qualcosa deve dire, ha un'opinione? - ha incalzato, tra gli altri, Nicola Fratoianni, leader di Alleanza verdi e sinistra -. Faccia un favore al Paese e di dimetta".
Il guardasigilli si è speso più volte nella difesa della sua ormai ex capo di gabinetto: "Bartolozzi ha dato le dimissioni e secondo il mio giudizio ha incessantemente svolto le sue funzioni con dignità e onore. Il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità e confido che cessino definitivamente le polemiche strumentali che hanno investito la sua persona e tutto il ministero. A lei va il più sentito ringraziamento mio per lo straordinario impegno profuso in questi tre anni e mezzo, sia come vice che come capo".
Sulla vicenda Delmastro, il ministro della Giustizia ha dichiarato: "Avendo il sottosegretario già rassegnato le dimissioni viene meno la materia del contendere, si è dichiarato disposto a fornire chiarimenti in sede opportuna", sottolineando come la questione sia ora affidata ad altre sedi. Per Nordio, alla luce delle dimissioni già formalizzate, non sussistono ulteriori profili di responsabilità politica diretta in capo al sottosegretario, ribadendo che eventuali approfondimenti saranno svolti nei contesti previsti dall'ordinamento.
"Si unisca a loro la ministra Santanchè", ha insistito Maria Elena Boschi, deputata di Italia viva, nell'Aula della Camera. "Meloni fugge dal confronto parlamentare dopo la sconfitta al referendum e quello che sta accadendo nel governo, limitandosi a fare un video sui social come una influencer qualunque. Se avesse vinto il Sì gli italiani si sarebbero dovuti tenere Bartolozzi e Delmastro e la loro incapacità? La verità è che sono i capri espiatori di Meloni che invece di assumersi la responsabilità politica dell'accaduto usa i suoi collaboratori come capri espiatori", ha concluso Boschi.
"State ancora prendendo in giro gli italiani, la riforma che è stata bocciata dagli italiani porta la firma di Giorgia Meloni e Carlo Nordio", ha osservato Alfonso Colucci del Movimento 5 stelle. Gli ha fatto eco il leader di +Europa Riccardo Magi: "Quando una nave imbarca acqua da tutte le parte non basta buttar fuori qualche ufficiale", "si dimetta".
Nordio è stato inamovibile e ha ripetuto con leggere variazioni sempre la stessa risposta: "Le dimissioni del ministro della Giustizia dipendono, quando devono essere date, da ragioni di opportunità, non soltanto per ragioni formali. In questo momento la considerazione fondamentale è che la fiducia nel governo e della presidente del Consiglio è stata riconfermata e quindi non c'è nessuna ragione per cui io mi possa dimettere".
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