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24 febbraio, 2026"Parlo di tripla morale perché siamo ancora ad aspettare che si apra la discussione sulla partecipazione di Israele con la propria bandiera a Milano-Cortina, non rispettando i principi fondamentali scritti nella Carta Olimpica". Kiev ha annunciato che boicotterà l’apertura
"La Russia alle Paralimpiadi dimostra una tripla morale. Il Comitato paralimpico internazionale è diverso dal Cio (Comitato olimpico internazionale) e, probabilmente sottoposto a pressioni, ha permesso questa cosa. Parlo di tripla morale perché siamo ancora ad aspettare che si apra la discussione sulla partecipazione di Israele con la propria bandiera a Milano-Cortina, non rispettando i principi fondamentali scritti nella Carta Olimpica". Lo afferma Mauro Berruto, onorevole del Partito democratico e allenatore di pallavolo, su Radio Cusano Campus. “Siamo di fronte a linee diverse. Il Cio non permette agli atleti russi e bielorussi di gareggiare sotto la propria bandiera, mentre il Comitato Paralimpico permette di farlo e nessuno dei due si pone la domanda se Israele stia rispettando i principi fondamentali della casa olimpica oppure no. Dovrebbe esserci nello sport una coerenza di azione che è clamorosamente fallita” continua Berruto.
Era il 24 febbraio 2022, esattamente quattro anni fa, quando le truppe russe invasero il territorio ucraino. I Giochi olimpici invernali di Pechino si erano chiusi da appena quattro giorni. "La Carta olimpica - prosegue - prevede che chiunque violi la tregua olimpica, che vale nei sette giorni precedenti e successivi alle Olimpiadi, debba essere bannato. Cosa che la Russia ha fatto in occasione delle penultime Olimpiadi invernali a Pechino”, ha proseguito Berruto.
Secondo il responsabile Sport del Pd, è paradossale che le Olimpiadi appena concluse abbiano lasciato a casa gli atleti russi e bielorussi mentre le prossime Paralimpiadi li includano. Con tanto di inno e bandiera nella cerimonia di apertura. Tant’è, che il comitato paralimpico di Kiev ha annunciato che boicotterà l’apertura, chiedendo “che la bandiera ucraina non venga utilizzata durante la cerimonia”.
Della stessa opinione, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nei giorni scorsi aveva parlato di "contrarietà assoluta" all'ammissione di Russia e Bielorussia con inni e bandiere nazionali.
Lunedì Andrew Parsons, il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, aveva spiegato di voler “evitare una politicizzazione della situazione”. E quindi: “Trasmettiamo da sempre un messaggio di inclusione e rispetto delle diversità, ma non obblighiamo a partecipare alla Cerimonia”. Stando a quanto ha spiegato Parsons, la decisione di revocare la sospensione ai due Comitati è stata presa lo scorso settembre grazie alla maggioranza dell'Assemblea di Ipc. "Non può essere cancellata, siamo una organizzazione democratica, già in passato abbiamo discusso la questione e sempre rispettato le scelte", ha spiegato. Sei atleti russi e quattro bielorussi parteciperanno quindi alle gare.
Gli antichi greci parlavano di ekecheiría. Letteralmente, di “tenere giù le mani”. Una tregua tecnica, una sospensione dei conflitti in nome di un rito e di uno spazio sacro, quello della bella Olimpia, che non doveva essere sporcato dal sangue dei conflitti che pur erano strutturali in una società come quella delle antiche polis. Era il 420 a.C., quando Sparta venne esclusa dai Giochi per aver infranto la tregua, e il 364 a.C. quando si arrivò a combattere fin dentro il recinto sacro di Zeus a Olimpia. Un sacrilegio: quell’edizione venne cancellata dalla memoria ufficiale.
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