Televisione
1 marzo, 2026Il cantautore napoletano trionfa alla sua seconda apparizione all'Ariston, dopo aver raggiunto il terzo posto nel 2009
Nelle esibizioni ha mostrato un anello in oro giallo e diamanti, per simboleggiare una promessa che si è avverata. Per sempre sì di Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo 2026: il cantautore napoletano ha trionfato alla kermesse della musica italiana, tra le lacrime, la voce rotta dall'emozione e una dedica speciale: "Questo premio va a Napoli. Io non sto capendo niente". Dietro di lui, Sayf (secondo) e Ditonellapiaga (terza). La top 5 si è chiusa con Arisa (quarta) e il duo Fedez-Marco Masini (quinti).
Per quanto riguarda gli altri premi, invece, quello della critica Mia Martini è andato a Fulminacci con la sua Stupida Sfortuna, mentre la sala stampa Lucio Dalla, così come Tim, hanno dato il proprio riconoscimento a Serena Brancale con Qui con me. Il miglior testo è di Fedez e Marco Masini, per il brano Male Necessario, miglior arrangiamento musicale a Che fastidio! di Ditonellapiaga.
sanremo 2026, la finale nel giorno degli attacchi in medio oriente
Sarà stata la presenza di Giorgia Cardinaletti, conduttrice del Tg1, o semplicemente il corso degli eventi d'attualità. Ma dopo aver messo per giorni da parte politica, conflitti e temi più impegnati - per qualcuno divisivi -, questa volta il Festival ha deciso di aprire la serata guardando al Medio Oriente, dove erano in corso gli attacchi iraniani in risposta ai bombardamenti di Stati Uniti e Israele: "Tutti noi vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze ma si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito - ha esordito Cardinaletti -. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa sta succedendo. Lo stiamo già facendo e continueremo a farlo". A lei hanno fatto eco Carlo Conti e Laura Pausini: "Da una parte dobbiamo festeggiare la musica italiana e il vincitore del Festival, ma dall'altra non possiamo ignorare quel che sta accadendo. Faccio mio un appello dell'Unicef: la guerra colpisce soprattutto i bambini. Speriamo in un impegno globale per proteggere i bambini ovunque essi siano", le parole del direttore artistico. "I bambini hanno diritto a vivere in pace. Basta odio", la chiusura di Pausini.
La serata è proseguita con altri messaggi disseminati tra un'esibizione e l'altra. Prima le Bambole di Pezza, con la cantante Martina "Cleo" Ungarelli che si è presentata sul palco indossando un vestito con la scritta "Give peace a chance". Nelle ore successive, ci hanno pensato Leo Gassmann ("Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace, l'amore", ha detto a fine esibizione), Michele Bravi ("Non dimentichiamoci di quello che succede nel mondo") e Maria Antonietta & Colombre: "La pace è un lavoro collettivo. Siamo tutti quanti, ma tutti quanti responsabili".
sanremo 2026, com'è andata quest'edizione e la scossa della serata cover
La kermesse era iniziata con uno share del 58%, seguita poi da una seconda serata al 59.5%. In crescita sì, ma pur sempre inferiore agli ultimi anni. Colpa di una serie di canzoni più anonime rispetto al solito, senza un vero vincitore annunciato dalla prima serata. O di un brano davvero capace di rimbombare nei bar, tra le strade e sui social. Ma soprattutto: di un'edizione senza colpi di scena, poche sorprese (il video di Gianni Morandi con Tredici Pietro continuerà a surfare a lungo sull'algoritmo), piena di frettolosi via-vai e, nel frattempo, priva di finestre davvero civiche, politiche, sociali che fossero in grado di dribblare la retorica da prima serata. È bastata una signora di 105 anni per aprire un raro spiraglio di genuinità.
Poi, è arrivata la notte dei duetti e delle cover, quella che fa salire cantanti e spettatori sulla Delorean e li porta a spasso nel tempo. Così un 65.6%, pari a 10.789.000 spettatori racchiusi in cinque ore, ha fatto dimenticare all'Italia dei risultati deludenti - dal punto di vista televisivo e musicale - di un'edizione opaca, già salutata con l'annuncio di quello che sarà il prossimo conduttore: Stefano De Martino. Per la prima volta, il Festival si è chiuso con una staffetta dal vivo all'Ariston. Quasi a voler dire: sì, potevamo fare di meglio, ma restate sintonizzati per l'anno prossimo.
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