Cosa vuol dire per le famiglie arcobaleno la mancata trascrizione degli atti di nascita? Cos’è un’iscrizione? E perché il sindaco Sala si è rifiutato? Sbaglia il prefetto della Repubblica di Milano?
Il disorientamento di chi segue da vicino le battaglie che infiammano le vite delle persone Lgbt e di chi, invece, le osserva per la prima volta, illuminate dal faro della cronaca, è lo stesso. Nei giorni in cui il Comune di Milano sotto pressione del Governo Meloni annuncia lo stop alle registrazioni proviamo a fare una guida aiutati da Stefano Chinotti, Avvocato di Bergamo, membro della Commissione diritti umani del Consiglio Nazionale Forense e socio di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford.
Avvocato Chinotti, parliamo di famiglie omogenitoriali, leggiamo spesso termini come “iscrizione” e “trascrizione”, mancate o concesse. Cosa vogliono dire?
«L’iscrizione è un atto che l’Ufficiale di Stato Civile crea, cioè qualcosa di completamente nuovo. La trascrizione invece consiste nell’atto del trascrivere qualcosa che già esiste. Parliamo di iscrizione quando formiamo un atto di nascita nuovo. Mentre parliamo di trascrizione quando trascriviamo un atto di nascita che si è già formato all’estero».
In Italia come possono le persone omosessuali diventare genitori?
«Le coppie maschili diventano coppie genitoriali solamente attraverso il ricorso alla Gestazione Per Altri che non essendo ammessa in Italia deve essere conseguita all’estero. Laddove la GPA è consentita alle coppie omosessuali (Stati Uniti, Canada). In altri paesi possono accedervi solo i single e le coppie eterosessuali. Le coppie omosessuali maschili acquisiscono la genitorialità inoltre anche mediante l’adozione conseguita anch’essa all’estero. Si formano, quindi, all’estero i certificati di nascita o le sentenze di adozione che devono essere poi trascritte in Italia. I certificati di nascita indicanti i due papà, poiché sono conseguenza dell’applicazione di una tecnica vietata dal nostro codice penale (art 12 della legge 40 che vieta la maternità surrogata) non sono trascrivibili, allo stato attuale. Ci sono, infatti, due sentenze della Cassazione a sezioni unite che dicono che trascrivere questi certificati di nascita con l’indicazione dei due papà è azione contraria all’ordine pubblico italiano. Questo divieto è superabile solo attraverso il ricorso all’adozione co-parentale».
Quindi il sindaco Sala fa bene a non trascrivere questi atti?
«Bisogna dire che dopo la prima di queste due sentenze delle sezioni unite vi siano stati stati comunque alcuni tribunali che hanno ordinato la trascrizione di tali certificati, ma a prescindere dalle circostanze, se devo mettermi dalla parte di un sindaco, allo stato, non trascriverei l’atto di nascita di due papà. Quello che però la Cassazione ti dice è che il papà non biologico può comunque adottare il bambino. Insomma, la nascita conseguente una Gestazione per Altri non può essere, per il momento, trascritta ma il papà intenzionale può adottare il bambino».
Eppure, l’adozione in Italia non è consentita alle coppie omosessuali.
«Quando sono state approvate le unioni civili è stato valutata l’introduzione dell’istituto della step-child adoption (l’adozione del figlio del partner) che però è saltato a causa di convenienze politiche. Tuttavia, dal 2014 ad oggi ci sono stati tantissimi i casi di adozioni ed oggi l’adozione del figlio del partner è una possibilità ufficialmente riconosciuta per via giurisprudenziale».
In che modo?
«L’istituto è quello dell’adozione in casi particolari, formulato su modello dell’adozione del maggiorenne. Ricordo infatti che questo istituto rimanda a disposizioni del codice relative all’adozione del maggiorenne che serviva non per dare un bambino da crescere in famiglia ma per consentire a una persona che non aveva eredi di averne. Non è un’adozione ordinaria, ha dei limiti, non equivale a un rapporto di filiazione. Fino a poco tempo fa non creava neppure rapporti di parentela fra i famigliari dell’adottante e l’adottato. Questa situazione è recentemente cambiata a seguito della pronuncia di una sentenza della Corte costituzionale del 2022. In ogni caso questo tipo di adozione non equivale a quella ordinaria».
E invece per una famiglia formata da due madri?
«Le madri non accedono alla gestazione per altri, ricorrono alla Procreazione medicalmente assistita all’estero. Se il bambino nasce all’estero la giurisprudenza è ormai pacifica nel dire che il certificato dei nati all’estero con due mamme possono essere trascritti in Italia perché non si tratta di azione contraria all’ordine pubblico (non c’è la Gpa). La questione che si pone è un’altra: è possibile iscrivere nei nostri registri dello Stato civile dei bambini che nascono non all’estero da due donne ma in Italia? Il tema è ancora oggetto di un dibattito giurisprudenziale. Ci sono sentenze della Cassazione che ci dicono che non è possibile ma ci sono anche pronunce di merito che dicono che è possibile».
Il dibattito è aperto per la giurisprudenza. Ma chiuso secondo il prefetto di Milano Renato Saccone che dice: “non si possono trascrivere neanche le madri”.
«La circolare del ministero dell’Interno è chiara, dice che sulla base di sentenze che riguardano la gestazione per altri, i sindaci non possono trascrivere i certificati con due papà. Il problema è che il prefetto Sacconi amplia la portata della comunicazione ministeriale prendendo come base questa direttiva ma aggiungendo: non si possono formare i certificati con due mamme dei nati in Italia e incredibilmente aggiunge, quanto alla trascrizione dei nati all’estero, di riservarsi di chiedere un parere all’avvocatura. Ma non c’è nulla da chiedere. Ci sono delle sentenze che pacificamente lo consentono. Anzi, lo impongono».
Beppe Sala potrebbe seguire questa indicazione
«I sindaci operano quali diramazione periferica del ministero. Devono attenersi alla disposizioni ministeriali ma quella disposizione dice solo che non devono trascrivere i figli di due papà. Null’altro».
Usciamo dalle questioni tecniche parliamo delle conseguenze reali di questi eventuali divieti sulla vita delle persone.
«I figli di due papà avranno solo un papà perché potrà essere riconosciuto in Italia solo il papà biologico. Il problema è serio: alcuni papà sono andati all’estero hanno fatto ricorso alla Gestazione per Altri negli Stati Uniti e si trovano in mano un certificato con indicazione della genitorialità di entrambi che non si può trascrivere in Italia. Negli stati uniti si può avere una certificazione che riconosce solo il padre biologico ed una seconda con l’indicazione dei due due papà che però non è trascrivibile. Se le coppie non si premuniscono della certificazione col papà biologico rischiano di ritrovarsi in Italia con un certificato inidoneo ad essere trascritto. Nel frattempo i bambini restano in un limbo. Senza documenti».
Le conseguenze sulle madri invece?
«In una famiglia con due genitori, dove soltanto uno di questi è riconosciuto, la situazione pesa sulle scelte educative e sull’attività di cura. Le faccio un esempio, immaginiamo una coppia di donne in cui la madre biologica ha un impegno lavorativo che la porta all’estero. La figlia rimane per lunghi periodi con la madre sociale e se questa non è riconosciuta l’altra deve munirla di delega per fare qualsiasi cosa: dalle cure mediche all’asilo. La bambina non può neanche espatriare con la madre per andare a trovare quella biologica che si trova all’estero. Per non parlare poi dell’eventualità in cui malauguratamente dovesse accadere qualcosa alla madre riconosciuta. L’altra si troverebbe in balia delle determinazioni dei parenti della prima».
L’adozione sembra l’unica strada da seguire anche per le coppie lesbiche.
«Oggi per le coppie lesbiche, come per tutte in verità, passare attraverso l’adozione vuol dire sottoporsi all’esame dei servizi sociali. Mentre i componenti delle coppie eterosessuali che accedono alla PMA diventano genitori come se fossero genitori biologici e non devono sottoporsi ad alcuna trafila, le coppie di donne che diventano genitrici attraverso PMA si devono sottoporre al un vaglio dei servizi sociali per dimostrare il legame tra adottato e adottante, la casa diventa un via e vai di psicologi, carabinieri, medici. In taluni casi il Tribunale per i minorenni può sottoporre l’adottando a esami medici che prevedono l’individuazione anche di malattie infettive. Ad esempio, il Tribunale di Milano impone di sottoporsi anche all’esame dell'HIV».
Non avviene per le coppie eterosessuali
«No, le coppie eterosessuali non devono adottare se fanno la PMA. Le persone omosessuali devono adottare anche se sono già genitori secondo quanto disporrebbe un’interpretazione costituzionalmente orientata del disposto della legge 40 del 2004».
Cosa succederà adesso?
«Sulle coppie formate da madri si aprirà il contenzioso. Le famiglie impugneranno probabilmente il diniego dei sindaci e sarà qui di il tribunale a decidere se il sindaco, in questo caso Sala, dovrà iscrivere o non iscrivere. Anche se ormai ritengo che la questione potrà essere risolta solo da una disposizione di legge che però non ci aspettiamo arrivi da questo governo. La Corte Costituzionale due anni fa, con la sentenza n. 32 del 2021, aveva lanciato un monito al legislatore; monito caduto nel vuoto. Potrebbe quindi tornare a pronunciarsi. Lo auspichiamo».
E sulle coppie formate da padri che già esistono?
«La Corte europea dei diritti dell'uomo è stata molto chiara: il Paese interessato può anche vietare il riconoscimento diretto alla nascita dei bambini nati dalla Gestazione per altri ma non può togliere loro la tutela genitoriale che anzi deve essere garantita nel più breve tempo possibile. Gli Stati devono trovare un modo pienamente tutelante per i minori ed assolutamente veloce. L’attuale sistema dell’adozione in Italia non rispetta nessuno di questi requisiti».