Attualità
21 gennaio, 2026Il segretario di Stato vaticano: "Serve un impegno politico e diplomatico reale per la pace"
Tra gli invitati di Donald Trump al Board of peace di Gaza c’è anche Papa Leone. “Stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo” perché “una questione che esige un po' di tempo per dare la risposta”, ha detto il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, spiegando che "la richiesta non sarà quella di partecipare economicamente" perché, ha aggiunto "noi non siamo in grado di farlo". "Evidentemente ci troviamo in situazioni diversa rispetto agli altri Paesi, quindi sarà una considerazione diversa".
A chi a margine di un evento organizzato dall'Osservatorio for Independent Thinking, a chi gli ha chiesto un commento sulle parole di Donald Trump a Davos - sull’Europa che ha preso una direzione sbagliata - Parolin ha risposto: “Che cosa posso dire? È un suo punto di vista, basta rispettare il diritto internazionale. Credo che sia questo l'importante, al di là dei sentimenti personali, che sono legittimi, ma bisogna rispettare le regole della comunità internazionale”.
In un momento storico attraversato da tensioni globali senza precedenti, il segretario di Stato vaticano ha ribadito la necessità di “un impegno politico e diplomatico reale per la pace”. Dall’Ucraina a Gaza. La formula "due popoli, due Stati" per risolvere la questione israelo-palestinese, per il Vaticano, è "ancora fattibile. Noi continuiamo a proporla”. "L'importante - ha aggiunto - è trovare una formula, dare una speranza al popolo palestinese" ma "in tanti anni non è mai stata avviata soluzione concreta". "Da un punto di vista teorico la cosa per noi è chiara, da un punto di vista pratico invece è più difficile”.
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