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18 febbraio, 2026Solo ieri, Tajani aveva annoverato anche Vienna nella lista di chi avrebbero preso parte al contestato Consiglio voluto e dominato da Trump
La portavoce per la politica estera del cancelliere austriaco Christian Stocker ha annunciato all'Apa, l'agenzia di stampa austriaca, che il Paese non prenderà parte al Board of peace. La notizia, ripresa anche dal portale austriaco Vol.At, in Italia, risulta quantomeno inaspettata, dato che, proprio ieri, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva annoverato Vienna tra i membri parte del piano di pace di Donald Trump.
I motivi della rinuncia sono stati esposti chiaramente dalla portavoce. "Non vogliamo costruire strutture parallele" all'Onu, "anche tenuto conto dello statuto del Board of Peace. La nostra partecipazione non è una opzione". A preoccupare è anche il fatto che a Trump sia stato concesso un ampio potere decisionale all'interno del consiglio, che dovrebbe presiedere a vita. In realtà, in un primo momento l'Austria avrebbe valutato la partecipazione, almeno come osservatore. Già a fine gennaio, però, il cancelliere aveva definito il Board come una "struttura parallela" alle Nazioni Unite.
Il Board non è aperto a tutti i Paesi del mondo. Trump ne ha invitati 60, Austria e Italia incluse. Quest'ultima ha annunciato che dovrebbe partecipare al primo incontro solo come "osservatrice".
"Una linea comune tra gli Stati europei invitati al Board of peace sarebbe stata auspicabile", ha aggiunto la portavoce. In effetti, nonostante la maggior parte dei Paesi europei - come Francia, Germania e Spagna - abbiano declinato l'invito, l'Ungheria e la Bulgaria hanno aderito senza esitazioni, mentre Italia e Grecia dovrebbero appunto presenziare come osservatrici.
Il commento delle opposizioni
Le opposizioni italiane non hanno esitato a commentare la defezione di Vienna. "L'Italia rimane sola con dittatori e i carnefici di Gaza", ha sentenziato in una nota il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. "È un'organizzazione privata, costruita attorno a interessi miliardari e immobiliari, che ambisce a sostituire l'Onu. - ha aggiunto - Partecipare, anche solo come osservatori, significa legittimare un tentativo di privatizzare la governance internazionale e archiviare il multilateralismo".
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